PERCORSI INTERDISCIPLINARI
DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura greca, Filosofia
CORRENTE: Periodo di transizione dall’Età classica all’Ellenismo
AUTORE: Platone
OPERA: “Repubblica“
GENERE: Dialogo filosofico
DATA: IV secolo a.C.
BRANO: Libro IX
ARGOMENTO: Il padrone di schiavi è simile al tiranno
TESTO DEL COLLEGAMENTO
Nel IX libro della “Repubblica”, trattando della figura del tiranno, Platone affronta indirettamente l’argomento della schiavitù. Le sue affermazioni, tuttavia, si prestano a interpretazioni contrastanti e hanno contribuito ad accendere il dibattito circa l’atteggiamento di Platone nei confronti dell’istituto schiavile.
Il filosofo sostiene che un padrone di schiavi esercita un potere simile a quello di un tiranno su un gruppo di persone che, per forza e numero, potrebbe sopraffarlo. Tuttavia, il padrone non teme i suoi schiavi perché l’intera polis legittima e sostiene il sistema della schiavitù. Avrebbe paura solo se fosse isolato con loro in un deserto in cui nessuno potesse venirgli in aiuto, oppure se i suoi vicini non fossero disposti a tollerare che un individuo pretenda di comandare su un altro.
Pertanto, non c’è differenza intrinseca tra un tiranno e un padrone di schiavi. L’unica differenza è esterna: i vicini del padrone di schiavi riconoscono la legittimità della schiavitù, mentre quelli del tiranno non la tollerano.
Da queste affermazioni si potrebbe dedurre che Platone intenda smascherare la struttura schiavile dell’oikos (la famiglia, ovvero l’unità di base della società), identificandola come una piccola tirannide. Tuttavia, Platone non trae esplicitamente questa conclusione, forse perché, pur opponendosi alla tirannia politica, non è ugualmente turbato dalla tirannia domestica.