HENRI BERGSON – “L’evoluzione creatrice”: La scienza non è in grado di comprendere la vita

PERCORSI INTERDISCIPLINARI

DATI GENERALI

MATERIA: Filosofia
AUTORE: Henri Bergson
OPERA: “L’evoluzione creatrice” (L’Evolution créatrice)
GENERE: Saggio filosofico
DATA: 1907
ARGOMENTO: La scienza non è in grado di comprendere la vita

TESTO DEL COLLEGAMENTO

Nell’“Evoluzione creatrice” (1907) Bergson prende le distanze dalla fiducia assoluta nel progresso e nella scienza che caratterizza il Positivismo ottocentesco.

All’evoluzione logico-scientifica contrappone l’evoluzione creatrice, fondata sullo slancio vitale, cieco, libero, irrazionale e imprevedibile.

Lo slancio vitale è una sorta di corrente di energia che attraversa e anima la materia, creando sempre nuove forme e specie.

Lo slancio vitale può manifestarsi come istinto e come intelligenza:

  • L’ISTINTO è proprio degli animali e consiste nella capacità innata di adoperare strumenti naturali organici (gli organi corporei). Coglie le cose nella loro immediatezza, nel loro fluire e divenire.
  • L’INTELLIGENZA è tipica dell’uomo e consiste principalmente nella capacità di fabbricare strumenti artificiali e di variarne indefinitamente la fabbricazione. Opera sulla materia statica e non è a suo agio di fronte al movimento e al divenire della vita. Il ritorno consapevole dell’intelligenza all’istinto è rappresentato dall’intuizione, che si manifesta nell’arte, nella filosofia e nella metafisica.

Bergson accusa la scienza, basata sull’intelligenza, di non essere sufficiente a comprendere la vita, tendendo piuttosto a imprigionarla nei suoi schemi astratti e semplificati.