PERCORSI INTERDISCIPLINARI
DATI GENERALI
MATERIA: Filosofia
AUTORE: Henri Bergson
OPERA: “Saggio sui dati immediati della coscienza” (Essai sur les données immédiates de la conscience)
GENERE: Saggio filosofico
DATA: 1889
ARGOMENTO: Il tempo omogeneo della scienza non esiste nella realtà
TESTO DEL COLLEGAMENTO
Nel “Saggio sui dati immediati della coscienza” (1889) Bergson introduce una visione completamente nuova del tempo, considerato dal punto di vista psicologico.
In primo luogo egli opera una netta distinzione tra il tempo della scienza e il tempo della vita:
- Il TEMPO DELLA SCIENZA è quello segnato dall’orologio. Esso presenta le seguenti caratteristiche: è quantitativo (cioè formato da istanti uguali fra di loro e pertanto misurabili), reversibile (un esperimento scientifico, anche se ripetuto un’infinità di volte, darà sempre gli stessi risultati) e discontinuo (cioè formato da una serie di istanti giustapposti e separati l’uno dall’altro).
È paragonabile una collana di perle, tutte uguali, separate e disposte una accanto all’altra. - Il TEMPO DELLA VITA si identifica con il concetto di durata. Esso presenta le seguenti caratteristiche: è qualitativo (cioè non omogeneo e non misurabile), irreversibile (un’esperienza di vita, se riprodotta, non sarà mai identica alla precedente) e continuo (è un flusso inarrestabile senza né un prima né un poi, i cui elementi costitutivi si fondono e si compenetrano).
È paragonabile a un gomitolo di lana: come il filo si avvolge e a ogni passaggio ingrandisce la matassa, così nel tempo della vita ogni momento si accumula e si intreccia con gli altri, continuando a esistere e influenzando il presente e il futuro.
Secondo Bergson la vera natura del tempo è la durata, cioè il fluire continuo e ininterrotto della coscienza.
Non è corretto affermare che le cose esterne si succedono nel tempo come se questo fosse un contenitore che le ospita oppure una loro proprietà intrinseca.
È la coscienza che collega fra di loro una serie di simultaneità (le posizioni successive assunte dalle lancette sul quadrante di un orologio), creando un flusso omogeneo e misurabile in cui la posizione precedente è posta in relazione con quella successiva.
Misurando il tempo con l’orologio, noi produciamo una “spazializzazione del tempo“.
Il tempo spazializzato è quello della scienza, che in realtà non esiste: senza una coscienza non c’è alcun tempo.