
Possiamo immaginare che, all’origine della sua evoluzione, l’uomo primitivo vivesse immerso nella natura in una relazione di totale simbiosi. Quasi certamente la sua autocoscienza, ancora in uno stato embrionale, non era in grado di concepirsi come entità separata dal mondo circostante: la terra, l’acqua, le piante e gli animali erano percepiti come componenti di un unico, gigantesco organismo vitale, di cui anche l’uomo era parte integrante.
Lo sviluppo delle facoltà razionali ha gradualmente determinato la separazione dell’uomo dal resto dell’ambiente vegetale, animale e inorganico. Con l’avvento dell’agricoltura l’uomo imparò a coltivare la terra e a addomesticare gli animali, acquisendo un controllo sempre maggiore sulle risorse naturali.
Nel corso dei millenni, con lo sviluppo delle attività artigianali e manifatturiere, l’introduzione di macchine sempre più sofisticate e l’uso crescente di combustibili fossili, questa separazione si trasformò in dominio: l’uomo iniziò a vedere la natura non più come una realtà sacra e vivente, ma come un insieme di risorse da sfruttare a proprio beneficio.
L’evoluzione della scienza e della tecnologia ha quindi rafforzato una mentalità antropocentrica che ha posto l’uomo al centro dell’universo, attribuendogli il diritto-dovere di dominare e manipolare la natura per il proprio vantaggio. Questo modo di pensare è sfociato in una crisi ecologica senza precedenti.
Oggi dobbiamo amaramente constatare che nell’uomo moderno la connessione con la natura giace a un livello profondo della psiche, latente e difficilmente accessibile. Questo legame perduto si manifesta in forme sottili, attraverso un malessere esistenziale, un senso di mancanza e un bisogno di armonia.
Si avverte inoltre un pericolo crescente, accompagnato dalla consapevolezza che l’ambiente, alterato, addomesticato e spesso violato, si stia ora rivolgendo contro di noi, reclamando il prezzo delle nostre azioni irresponsabili.
In questo percorso interdisciplinare saranno analizzate le molteplici interpretazioni letterarie, filosofiche, artistiche e scientifiche che, fin dall’antichità classica, hanno definito il complesso e sfaccettato rapporto tra l’essere umano e l’ambiente naturale.
INDICE DEL PERCORSO
1. Natura benigna o matrigna?
2. Natura come consolazione e rifugio dell’anima
3. Simbiosi e fusione panica tra uomo e natura
4. Natura come simbolo
5. Natura come sublime
6. Determinismo ambientale
7. Inquinamento e degrado ambientale
8. Sviluppo sostenibile: Il futuro del rapporto uomo-ambiente