PLATONE – “Crizia”

DATI GENERALI

MATERIA: Letteratura greca, Filosofia
CORRENTE: Periodo di transizione dall’Età classica all’Ellenismo
AUTORE: Platone
OPERA: “Crizia”
GENERE: Dialogo filosofico
DATA: IV secolo a.C.

CONTESTUALIZZAZIONE

Il corpus completo delle opere platoniche comprende l'”Apologia di Socrate“, trentaquattro dialoghi e una raccolta di tredici lettere.

Dei dialoghi, undici sono sospettati dalla critica di non autenticità.

Sulla base di criteri prevalentemente linguistici, stilistici e contenutistici, i dialoghi sono stati divisi in tre gruppi, che corrispondono a tre periodi della vita di Platone:

  • DIALOGHI GIOVANILI, composti tra la morte di Socrate e il primo viaggio di Platone in Sicilia: “Apologia di Socrate”, “Critone”, “Lachete”, “Liside”, “Carmide”, “Eutifrone”, “Ione”, “Ippia maggiore”, “Ippia minore”, “Protagora”, “Gorgia”.
  • DIALOGHI DELLA MATURITÀ, composti durante i vent’anni di insegnamento nell’Accademia: “Menone”, “Menesseno”, “Eutidemo”, “Cratilo”, “Simposio”, “Fedone”, “Repubblica”, “Fedro”.
  • DIALOGHI DELLA VECCHIAIA, composti tra il secondo viaggio in Sicilia e la morte: “Parmenide”, “Teeteto”, “Sofista”, “Politico”, “Filebo”, “Timeo”, “Crizia”, “Leggi”.

TRADUZIONE (STRALCIO)

(…) A quel tempo invece, quando [l’Attica] era intatta, aveva come monti alte colline, e le pianure oggi dette di Felleo erano ricche di terra fertile, e sui monti c’erano vasti boschi, ancora visibili ai giorni nostri. Alcuni di quei monti ora offrono nutrimento soltanto alle api, ma non è molto tempo che da qui furono tagliati alberi per fare da riparo a imponenti costruzioni, delle quali si conservano ancora i tetti. Vi erano molte alte piante coltivate, e pascoli abbondanti per il bestiame. Inoltre ogni anno godeva dell’acqua che veniva da Zeus, e non perdeva, come ora, quella che defluisce dal terreno spoglio nel mare; ma la terra, avendone ricevuta in abbondanza, la accoglieva al suo interno, la tratteneva nel suolo argilloso e impermeabile, e la lasciava scendere dalle cime delle alture nelle valli, formando ovunque un abbondante flusso di sorgenti e di fiumi; e i santuari che ancora oggi rimangono presso le antiche sorgenti sono una prova che quanto si racconta corrisponde al vero (…).

RIASSUNTO

Il dialogo riprende il tema dell’Atene preistorica e della sua lotta con Atlantide, rimasto interrotto alla fine del “Timèo”.

Il protagonista del dialogo, Crizia, zio di Platone e capo dei Trenta Tiranni di Atene, racconta che, in principio, gli dèi si spartirono il mondo: Atena ed Efesto ottennero l’Attica, mentre a Poseidone toccò un’enorme isola al centro dell’Oceano, situata oltre le Colonne d’Ercole, la mitica Atlantide.

Crizia inizia descrivendo l’ATTICA dal punto di vista geografico. Anticamente questa regione era una terra rigogliosa, fertile e ricca di acque. Le sue colline erano alte e ricoperte di fitte foreste, e le sue pianure godevano di suoli ricchi e generosi. Ai tempi di Platone, invece, molti di quei monti apparivano ormai spogli, poiché numerosi alberi erano stati abbattuti per ricavare legname destinato a monumentali costruzioni.

L’Attica delle origini, inoltre, ospitava vasti frutteti e abbondanti pascoli per il bestiame, e le piogge, anziché defluire rapidamente sulla terra brulla e priva di vegetazione verso il mare, venivano assorbite dal terreno argilloso, per poi scorrere dalle cime delle alture verso le valli, alimentando sorgenti e fiumi. I santuari, ancora presenti all’epoca di Platone presso queste antiche sorgenti, testimoniavano la passata prosperità e abbondanza d’acqua.

Dal punto di vista sociale l’Attica delle origini ospitava una popolazione strutturata in classi sociali. Al vertice della società vi era la classe dei Guerrieri, composta da uomini e donne privi di proprietà privata e ricchezze personali, che vivevano nell’Acropoli con i figli, educati allo studio e alla ginnastica. Al di sotto dell’Acropoli risiedevano invece gli operai e gli agricoltori, impegnati esclusivamente nella coltivazione della terra. Quest’ordine sociale era stato instaurato da antichi politici ordinatori, figure eroiche ispirate dagli dèi Atena ed Efesto.

Crizia prosegue poi con le vicende di ATLANTIDE, dove nacque una fanciulla di nome Clito, di cui Poseidone si innamorò e dalla quale ebbe cinque coppie di figli. Il dio, allora, fortificò l’isola con sei cinte murarie e affidò il governo al suo primogenito, Atlante, capostipite di una discendenza di re che si adoperarono per abbellire e migliorare la città. Anche Atlantide vantava una vegetazione lussureggiante e rigogliosa. Per un periodo, i re governarono seguendo le leggi stabilite da Poseidone, ma con il passare delle generazioni la loro natura divina si estinse gradualmente; sopraffatti da bramosia e cupidigia, attirarono su di sé l’ira di Zeus, che punì Atlantide sommergendola.

PERCORSI INTERDISCIPLINARI