PLATONE – “Repubblica”, Libro II: La brama di ricchezza come causa della guerra

PERCORSI INTERDISCIPLINARI

DATI GENERALI

MATERIA: Letteratura greca, Filosofia
CORRENTE: Periodo di transizione dall’Età classica all’Ellenismo
AUTORE: Platone
OPERA: “Repubblica
GENERE: Dialogo filosofico
DATA: IV secolo a.C.
BRANO: Libro II
ARGOMENTO: La brama di ricchezza come causa della guerra

TESTO DEL COLLEGAMENTO

Nel secondo libro della “Repubblica”, dialogo scritto da Platone negli anni della maturità, viene affrontato il tema della giustizia in sé, nel tentativo di dimostrare che essa è sempre più vantaggiosa dell’ingiustizia.

Nella parte finale del discorso Socrate viene chiamato in causa da Adimanto affinché dimostri che la giustizia è un bene indipendentemente dalle opinioni, dai pregiudizi e dalle convenzioni sociali.

Per soddisfare questa richiesta, il filosofo ritiene necessario assumere una prospettiva più ampia, passando dalla riflessione sul singolo individuo a quella sulla polis intera, in modo da vedere la giustizia nell’elemento più grande per poi applicarla al più piccolo.

Nel descrivere la nascita e lo sviluppo della città-stato, Socrate individua l’origine dell’ingiustizia e del disordine nel momento in cui, ai bisogni elementari propri di una comunità dai costumi semplici – definita da Platonecittà dei porci” – si sostituisce la moltiplicazione e il raffinamento dei bisogni che caratterizza la “città lussuosa”.

Ne scaturisce un interessante discorso sulla motivazione delle guerre.

Secondo Platone, a causare la guerra non è la semplice ricerca di risorse per la sopravvivenza, ma “un desiderio sconfinato di ricchezze, oltre i limiti del necessario”, che procura alle città stesse “i mali più gravi, pubblici e privati”.

Con “mali pubblici” il filosofo si riferisce alle guerre esterne per procurarsi nuovi territori, con “mali privati” alle aborrite guerre intestine tra classi sociali.

In questo brano Platone istituisce chiaramente una stretta connessione tra l’attività bellica e le esigenze economiche dello Stato.

Platone fonda le sue riflessioni sugli eventi bellici che caratterizzarono il periodo classico, durante il quale Atene fu protagonista di ben cinquanta guerre, a cominciare da quelle persiane (499-449 a.C.) per finire con lo scontro in seguito al quale le poleis greche, dopo un lungo periodo di instabilità e di conflitti, cedettero al superiore potere di Filippo il Macedone (346 a.C.).