DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura italiana, Letteratura francese
CORRENTE: Simbolismo
AUTORE: Arthur Rimbaud
OPERA: “Poesie” (Poésies)
GENERE DELL’OPERA: Raccolta di liriche
DATA DELL’OPERA: 1939
COMPONIMENTO: “Il dormiente della valle” (Le dormeur du val)
GENERE DEL COMPONIMENTO: Sonetto in versi alessandrini
DATA DEL COMPONIMENTO: Ottobre 1870
INDICE
TESTO
TRADUZIONE
RIASSUNTO
PERCORSI INTERDISCIPLINARI
TESTO
C’est un trou de verdure où chante une rivière
accrochant follement aux herbes des haillons
d’argent; où le soleil, de la montagne fière,
luit: c’est un petit val qui mousse de rayons.
Un soldat jeune, bouche ouverte, tête nue,
et la nuque baignant dans le frais cresson bleu,
dort; il est étendu dans l’herbe, sous la nue,
pâle dans son lit vert où la lumière pleut.
Les pieds dans les glaïeuls, il dort. Souriant comme
sourirait un enfant malade, il fait un somme:
Nature, berce-le chaudement: il a froid.
Les parfums ne font pas frissonner sa narine;
il dort dans le soleil, la main sur sa poitrine,
tranquille. Il a deux trous rouges au côté droit.
TRADUZIONE
È un anfratto nel verde dove canta un fiume
appendendo follemente all’erba degli stracci
d’argento; dove il sole, dalla fiera montagna,
risplende: è una piccola valle spumeggiante di raggi.
Un giovane soldato, la bocca aperta, il capo nudo,
e la nuca bagnata dal fresco nasturzio azzurro
dorme; è steso nell’erba, sotto la nuvola,
pallido nel suo verde letto dove la luce piove.
I piedi fra i gladioli, dorme. Sorridendo come
sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno:
Natura, cullalo con calore: ha freddo.
I profumi non fanno fremere le sue narici;
dorme nel sole, la mano sul suo petto,
tranquillo. Ha due buchi rossi sul fianco destro.
RIASSUNTO
Nella prima strofa del componimento dominano immagini di vita: in un piccolo anfratto immerso nel verde della vegetazione le acque di un fiume gorgogliano la loro canzone, depositando sull’erba degli “stracci d’argento”. Il sole, alto sulla cima di una maestosa montagna, irradia la sua luce sulla piccola valle, spumeggiante ricettacolo dei suoi raggi.
Nelle tre strofe successive quella stessa natura si trasforma in un sudario che avvolge il corpo di un soldato. Pur ribadendo più volte che il giovane dorme, il poeta lascia trasparire, attraverso molteplici indizi, che in realtà il ragazzo è morto. La sua bocca è aperta e il suo volto pallido contrasta con il verde dell’erba e con la luce che piove su di lui. I piedi sono avvolti da gladioli, che evocano gli ornamenti floreali delle tombe. Sembra dormire, con il volto atteggiato a un debole sorriso, ma il suo riposo ricorda quello di un bambino malato. Ha freddo, tanto che il poeta esorta la natura a cullarlo nel suo tepore, e non reagisce agli stimoli esterni, come i profumi che penetrano nelle sue narici. Se ne sta immobile, sotto la luce del sole, con la mano posata sul petto, nella posa tipica dei defunti.
Il componimento ha una struttura circolare: nel primo verso, guidati dal poeta, penetriamo in un “buco verde” (“trou de verdure”) e siamo travolti da immagini naturali piene di vita e di luce; nell’ultimo verso, in modo scarno il poeta ci mostra “due buchi rossi” (“deux trous rouges”) che squarciano il fianco del giovane soldato, macabri segni di morte.