DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Futurismo
AUTORE: Aldo Palazzeschi
OPERA: “Poemi“
GENERE DELL’OPERA: Raccolta di liriche
DATA DELL’OPERA: 1909
COMPONIMENTO: “Chi sono?”
GENERE DEL COMPONIMENTO: Poesia in versi liberi
DATA DEL COMPONIMENTO: 1909
TESTO
Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia: “follia”.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia:
“malinconia”.
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia:
“nostalgia”.
Son dunque… che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.
RIASSUNTO
Il titolo della poesia mette subito a fuoco la questione che sta a cuore all’autore: la definizione della propria identità.
In maniera ironica e giocosa Palazzeschi delinea inizialmente un autoritratto in negativo, alternando domanda e risposta in strofe simmetriche.
Egli rifiuta l’etichetta di poeta, perché la sua anima gli detta soltanto la parola “follia” (“Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell’anima mia: “follia”“).
Dichiara di non essere un pittore, perché l’unico colore del suo cuore è la malinconia (“Non ha che un colore la tavolozza dell’anima mia: “malinconia”“).
Nega anche di essere un musicista, dato che la sola nota che risuona in lui è la nostalgia (“Non c’è che una nota nella tastiera dell’anima mia: “nostalgia”“).
Nell’ultima strofa l’autore trova infine la definizione che meglio racchiude la sua identità: dichiara di essere un saltimbanco, perché come un giocoliere, come un clown triste, si esibisce davanti al pubblico mettendo a nudo i suoi sentimenti (“Io metto una lente davanti al mio cuore per farlo vedere alla gente“).