PERCORSI INTERDISCIPLINARI
DIVERSITÀ – Ma gli uomini sono uguali o diversi per natura?
MATERIA: Filosofia
CORRENTE: Anti-Hegelismo
AUTORE: Arthur Schopenhauer
OPERA: “Il mondo come volontà e rappresentazione” (Die Welt als Wille und Vorstellung)
GENERE: Saggio filosofico
DATA: 1819
ARGOMENTO: Il filisteo, il genio e il santo
TESTO DEL COLLEGAMENTO
Nel “Mondo come volontà e rappresentazione” (1819) Arthur Schopenhauer individua la vera essenza del mondo in una volontà di vivere inconscia, eterna, irrazionale, incausata e senza scopo, di cui anche l’essere umano è manifestazione.
Il filosofo tedesco, quindi, considera l’umanità nel suo complesso una sorta di “merce di fabbrica della natura”, passivamente soggetta alla volontà di vivere, intrappolata in un ciclo di desideri e bisogni insaziabili che non possono mai essere completamente soddisfatti e che causano sofferenza e dolore.
Nonostante questa visione pessimistica, Schopenhauer introduce una forte gerarchizzazione degli esseri umani, ponendoli su diversi livelli qualitativi in base alla loro capacità di sentire, conoscere e volere.
Gli uomini, dunque, non sono affatto tutti uguali: dalla massa emergono individui straordinari che, attraverso le loro opere e il loro modo di vivere, dimostrano che è possibile trascendere l’ordinaria visione delle cose e raggiungere un livello più elevato di coscienza.
Tre figure esemplificano il rapporto dell’uomo con la volontà di vivere:
- Il FILISTEO è costantemente orientato verso il calcolo utilitaristico di ciò che gli è più conveniente. Totalmente soggiogato dal principio di ragione, il suo orizzonte esistenziale è interamente dominato dalla volontà di vivere.
- Il GENIO è caratterizzato da un livello superiore di coscienza, che gli consente di cogliere la realtà sub specie aeternitatis, in una prospettiva universale e atemporale. Benché orientato alla contemplazione delle idee, egli non riesce tuttavia a liberarsi completamente dall’influsso della volontà di vivere.
- Il SANTO rappresenta il livello più elevato nella gerarchia umana. Attraverso un profondo processo ascetico, egli si distacca completamente dal mondo, rinnegando in modo totale e definitivo la volontà di vivere.