DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura latina
CORRENTE: Età di Cesare, Poeti nuovi
AUTORE: Gaio Valerio Catullo
OPERA: “Liber”
GENERE DELL’OPERA: Raccolta di carmi
DATA DELL’OPERA: 41 d.C.
BRANO: Carme 11 (Congedo)
INDICE
TESTO
TRADUZIONE
RIASSUNTO E COMMENTO
STRUTTURA METRICA
LESSICO, GRAMMATICA E SINTASSI
PARADIGMI VERBALI
FIGURE RETORICHE
TESTO
Fùr(i) et Àurelì, comitès Catùlli,
sìv(e) in èxtremòs penetràbit Ìndos,
lìtus ùt longè resonànt_Eòa
tùnditur ùnda
sìv(e) ìn Hýrcanòs Arabàsve mòlles,
sèu Sagàs sagìttiferòsve Pàrthos,
sìve quàe septèmgeminùs colòrat
aèquora Nìlus,
sìve tràns altàs gradiètur Àlpes,
Caèsarìs visèns monumènta màgni,
Gàllicùm Rhen(um) hòrribilèsqu(e) ùlti-
mòsque Britànnos,
òmni(a) hàec, quaecùmque ferèt volùntas
càelitùm, temptàre simùl paràti,
pàuca nùntiàte meàe puèllae
nòn bona dìcta:
“Cùm suìs vivàt valeàtque moèchis,
quòs simùl complèxa tenèt trecèntos,
nùll(um) amàns verè, sed idèntid(em) òmni(um)
ìlia rùmpens;
nèc meùm respèctet, ut ànt(e) amòrem,
qu(i) ìlliùs culpà cecidìt velùt prat(i)
ùltimì flos, pràetereùnte pòstquam
tàctus aràtr(o e)st”.
TRADUZIONE
Furio e Aurelio, compagni di Catullo,
sia che penetri tra gli Indi ai confini del mondo,
dove il lido è battuto dall’onda Eoa
che risuona da lontano,
sia (che penetri) tra gli Ircani e gli Arabi effeminati,
sia tra gli Sciti e i Parti armati di frecce
sia nelle distese che il Nilo
dalle sette foci colora,
sia che oltrepassi le alte Alpi
per visitare i luoghi memorabili del grande Cesare,
il Reno gallico e gli spaventosi
Britanni ai confini del mondo.
pronti ad affrontare insieme tutte queste cose,
qualunque cosa porti la volontà degli dei,
riferite alla mia ragazza poche
parole non buone.
“Viva e stia bene con i suoi amanti
che tiene abbracciati trecento alla volta,
nessuno amando davvero, ma di tutti incessantemente
sfiancando le reni;
e non si volga a guardare come prima il mio amore,
che per colpa di lei è caduto come il fiore
sul ciglio del prato, dopo che è stato toccato
dall’aratro che passa oltre”.
RIASSUNTO E COMMENTO
Con ogni probabilità questo carme si colloca nella fase conclusiva della tormentata vicenda amorosa tra Catullo e Lesbia. Dopo ripetute separazioni e riconciliazioni, dopo vane speranze e illusioni, il conflitto tra amore e repulsione si risolve infine, nell’animo del poeta, nella decisione dell’addio definitivo.
Dal testo si intuisce che Lesbia aveva tentato una nuova riconciliazione servendosi dell’intermediazione dei comuni amici Furio e Aurelio. Grazie alla loro mediazione, la rottura assume i contorni formali del divortium per nuntium previsto dal diritto romano: lo scioglimento del vincolo matrimoniale compiuto dal marito tramite un messaggero, soprattutto in caso di adulterio della moglie.
Del resto Catullo, come attestano numerosi altri carmi e il frequente ricorso a un lessico giuridico, considera il proprio legame con Lesbia, benché privo di valore legale, come un’unione sacra, più forte del matrimonio stesso. Di conseguenza, i tradimenti di Lesbia non rappresentano per lui semplici infedeltà, ma veri e propri adulteri.
Il componimento si articola in due parti nettamente distinte.
- nell’ampia sezione iniziale, Furio e Aurelio vengono apostrofati come compagni fedeli e devoti, disposti a seguire il poeta fino agli estremi confini del mondo conosciuto;
- nella parte finale, più breve, Catullo affida loro lo sprezzante messaggio di addio da consegnare a Lesbia (non bona dicta).
Questa sproporzione strutturale ha suscitato interrogativi interpretativi, tanto più che in altri carmi Catullo si rivolge ai due personaggi con toni sarcastici e offensivi.
Due sono le principali letture.
Secondo alcuni studiosi, l’intero componimento andrebbe inteso in chiave ironica: Catullo avrebbe scelto deliberatamente due figure poco raccomandabili come messaggeri proprio per conferire al commiato un tono beffardo.
Altri interpreti, invece, ritengono ironici gli attacchi presenti altrove e vedono nella celebrazione dell’amicizia di Furio e Aurelio la scelta consapevole del poeta di contrapporre il valore autentico dell’amicizia alla slealtà della donna amata.
Netta è anche la differenza di toni e di stile.
La prima parte si distingue per un lessico ricercato e solenne, ricco di allusioni a Omero ed Ennio. Il messaggio di ripudio, al contrario, si esprime attraverso un registro basso, volgare, talora osceno. Con un ultimo mutamento di tono, Catullo introduce un’immagine di cristallina purezza, il fiore reciso dall’aratro.
Quel fiore è l’anima stessa del poeta, fragile e vulnerabile come l’amore, mentre l’aratro è la fredda indifferenza di Lesbia, che persegue egoisticamente i suoi desideri senza curarsi di ciò che travolge e distrugge sul suo cammino.
L’immagine del fiore reciso va oltre la metafora dell’amore perduto: essa evoca l’ombra della morte che si allunga ormai sul poeta prossimo alla fine.
Il binomio amore-morte, che percorre l’intera lirica catulliana, trova qui la sua espressione più compiuta. Il messaggio affidato a Furio e Aurelio dice addio a Lesbia, ma dice anche che, insieme all’amore, è venuta meno la voglia stessa di vivere.
STRUTTURA METRICA
Il carme è composto da strofe saffiche minori (tre endecasillabi saffici seguiti da un adonio). Catullo impiega tale metro soltanto in questo componimento e nel carme 51, che sembra documentare la fase iniziale della relazione con Lesbia, quella dell’innamoramento. In questo modo il poeta apre e chiude la storia d’amore rendendo omaggio alla poetessa greca.
LESSICO, GRAMMATICA E SINTASSI
Nella prima parte del componimento il lessico è ricco di parole dotte ed epiteti rari, funzionali a evocare terre esotiche e remotissime e a richiamare le grandiose spedizioni di Cesare. Nell’ultima parte, che contiene l’amaro congedo di Catullo da Lesbia, il tono invece decade bruscamente verso un registro più basso, contrassegnato da espressioni crude e realistiche.
Proprio questa oscillazione e fusione di registri diversi costituisce la cifra più autentica della lingua poetica catulliana.
verso 1
Furi et Aureli, comites Catulli: i vocativi Furi e Aureli si riferiscono a due personaggi di cui non abbiamo notizie, ma che sono citati da Catullo in diversi carmi; comites rappresenta l’apodosi implicita delle protasi che seguono, introdotte da sive e seu; da intendere come “voi che sareste compagni”, tenendo conto che la disponibilità ad accompagnare gli amici in luoghi lontani era considerata prova di amicizia
verso 2
extremos … Indios: l’India rappresentava per i Romani l’estremo confine del mondo
verso 3
ut: ha l’accezione rara e poetica di ubi (“dove”)
Eoa: grecismo, ha il significato di “dell’aurora” e quindi “orientale”
verso 5
Hyrcanos: abitanti della regione posta a sud del Mar Caspio, simbolo di natura selvaggia
Arabasve molles: l’aggettivo “effeminati” deriva dalla convinzione che gli Arabi avessero un’indole fiacca perché eccessivamente dediti al lusso e alle raffinatezze
verso 6
Sagas: sono gli Sciti, stanziati a nord del Mar Nero
sagittiferosve Partos: è probabilmente un riferimento alla campagna militare di Crasso contro i Parti del 54 a.C.; l’epiteto sagittifer è formato da Catullo sul modello degli aggettivi tipici della tradizione epica greca e conferisce al verso un tono solenne
verso 7
quae: prolessi del relativo
verso 8
aequora: di significato ambiguo, potrebbe indicare sia le distese del mare antistante la foce del Nilo, sia le pianure che costeggiano il corso del fiume
verso 10
visens: participio congiunto con valore finale
versi 11, 12
Gallicum Rhenum, horribilesque ulti- / mosque Britannos: l’espressione si riferisce rispettivamente alla campagna di Cesare in Germania nel 55 a.C. e allo sbarco in Britannia dello stesso anno; ultimos significa “ai confini del mondo”
verso 14
caelitum: da caeles caelitis, è una parola alta, di uso poetico
verso 17
vivat valeatque: formula di saluto che in questo contesto acquista un tono sarcastico
moechis: è un grecismo di uso popolare che al significato di “amante” aggiunge una sfumatura peggiorativa, designando più precisamente l’“adultero”
verso 18
complexa tenet: indica in modo esplicito l’atto sessuale
verso 20
ilia rumpens: “spossare i fianchi”; è un’immagine molto cruda che sottolinea l’insaziabilità erotica di Lesbia
verso 21
respectet: congiuntivo esortativo
ut ante: allude forse a una circostanza in cui Lesbia, dopo una temporanea separazione, era tornata a cercare l’amore del poeta
verso 22
culpa: si riferisce alla rottura, da parte di Lesbia, del sacro patto d’amore (foedus)
PARADIGMI VERBALI
penetro, penetras, penetravi, penetratum, penetrare
resono, resonas, resonavi e resonui, resonare
tundo, tundis, tutudi, tunsum e tusum, tundĕre
coloro, coloras, coloravi, coloratum, colorare
transgredior, transgredieris, transgressus sum, transgredi
viso, visis, visi, visum, visĕre
fero, fers, tuli, latum, ferre
tempto, temptas, temptavi, temptatum, temptare
paro, paras, paravi, paratum, parare
nuntio, nuntias, nuntiavi, nuntiatum, nuntiare
vivo, vivis, vixi, victum, vivĕre
complector, complecteris, complexus sum, complecti
teneo, tenes, tenui, tentum, tenēre
amo, amas, amavi, amatum, amare
rumpo, rumpis, rupi, ruptum, rumpĕre
respecto, respectas, respectavi, respectatum, respectare
cado, cadis, cecidi, casurus, cadĕre
praetereo, praeteris, praeterii e praeterivi, praeteritum, praeterire
tango, is, tetigi, tactum, tangĕre
FIGURE RETORICHE
verso 1
comites Catulli: allitterazione
versi 2, 5, 6, 7
sive … sive … seu … sive: anafora con variatio
verso 3
litus ut: anastrofe
versi 3-4
resonante Eoa / tunditur unda: la successione dei suoni (s, t, u) evoca il rumore dell’onda che si frange sulla spiaggia
versi 5-6
Arabasve molles … sagittiferosve Parthos: chiasmo
verso 9
trans alta gradietur Alpes: iperbato e allitterazione; trans gradietur è una tmesi
verso 10
Caesaris visens monumenta magni: ampio iperbato e allitterazione delle nasali m e n, che nel ritmo solenne sottolinea la grandezza di Cesare
versi 13, 15
omnia … pauca: antitesi; rispetto alle imprese iperboliche prospettate nei versi precedenti, chiede soltanto che Furio e Aurelio riferiscano a Lesbia poche parole
verso 16
non bona: la litote, in questo caso, anziché attenuare rafforza il tono di minaccia e trattiene per un istante la tensione emotiva che esplode nello sfogo dei versi successivi
verso 17
vivat valeatque: allitterazione
verso 18
tenet trecentos: iperbole sottolineata dall’allitterazione
verso 19
nullum … omnium: antitesi
versi 19, 20
amans … rumpens: antitesi
verso 21
meum respectet, ut ante, amorem: iperbato
versi 23-24
velut prati / ultimi flos, praetereunte postquam / tactus aratro est”: la delicata similitudine del fiore reciso dall’aratro chiude il componimento con un’intensa nota lirica