DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Vocianesimo
AUTORE: Dino Campana
OPERA: “Canti orfici”
GENERE: Raccolta di liriche
DATA: 1914 (edizione originale)
CONTENUTO
La raccolta è un prosimetro, ovvero una combinazione di prosa e versi, e racchiude il frutto della vocazione letteraria di Dino Campana, sin dalle sue prime prove date alle stampe negli anni 1912-1913.
Durante il periodo trascorso a Firenze, Campana entrò in contatto con i circoli letterari legati alle riviste “La Voce” e “Lacerba”. In questo contesto, il manoscritto originale fu sottoposto al giudizio degli scrittori Giovanni Papini e Ardengo Soffici, ma venne smarrito. Campana fu quindi costretto a riscrivere l’opera interamente a memoria, ricorrendo ai suoi appunti, e a pubblicarla a proprie spese presso un tipografo di Marradi nel 1914 con il titolo di “Canti orfici”. Una seconda edizione fu stampata nel 1928 dall’editore Vallecchi, senza il consenso dell’autore. Successivamente, altre edizioni ampliarono l’opera; cruciale fu il ritrovamento, avvenuto nel 1971, del manoscritto originale tra le carte di Ardengo Soffici.
L’aggettivo “orfico” nel titolo richiama la figura di Orfeo, il mitico poeta greco capace di incantare le fiere con il suo canto e di avventurarsi negli Inferi per tentare di riportare in vita l’amata Euridice. Il termine allude quindi a una poesia arcaica ed evocativa, radicata nei recessi più oscuri dell’animo umano ed espressa attraverso forme enigmatiche e misteriose.
Si tratta di immagini e folgorazioni improvvise, spesso prive di una coerenza logica, che nascono da uno spunto realistico e lo trasfigurano in chiave visionaria.
COMPONIMENTI SCELTI
PERCORSI INTERDISCIPLINARI
- DIRITTI – Articolo 6, “Dichiarazione universale dei diritti umani”: ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica
“Canti orfici”, “Buenos Aires”: Un ritratto straniante del fenomeno migratorio - DIVERSITÀ – La negazione del diverso: la xenofobia
“Canti orfici”, “Buenos Aires”: Quando il connazionale diventa “altro”. La percezione della diversità tra migranti
“Canti orfici”, “Buenos Aires”: Un ritratto straniante del fenomeno migratorio