DONNA – I mille volti della donna: la madre

Nella tradizione occidentale antica e moderna, la maternità è sempre stata considerata l’elemento fondante dell’identità femminile: essere donna significava, innanzitutto, essere in grado di generare, nutrire e crescere una nuova vita. Non soltanto un compito biologico, ma l’espressione concreta di alcune delle qualità più nobili dell’animo umano, come lo spirito di sacrificio,  la dedizione, la capacità di protezione e di cura.

Il concetto di madre, in realtà, è quanto di più complesso e sfaccettato si possa immaginare.

Con grande profondità, CARL GUSTAV JUNG ha individuato l’ambivalenza insita nell’archetipo della Madre, così come si configura nel nostro inconscio collettivo. La Madre archetipica, infatti, coincide con tutto ciò che è “benevolo, protettivo, tollerante; ciò che favorisce la crescita, la fecondità, la nutrizione; (…) l’istinto o l’impulso soccorrevole“, ma al tempo stesso anche con “ciò che è segreto, occulto, tenebroso; l’abisso, il mondo dei morti; ciò che divora, seduce, intossica; ciò che genera angoscia, l’ineluttabile“.

In sostanza, ci dice Jung, ai due poli estremi si collocano la “madre amorosa” e la “madre terrificante“: nel suo lato luminoso, il materno favorisce lo sviluppo, accoglie, guarisce; nel suo lato d’ombra, rappresenta il possesso, l’annullamento dell’individualità, l’ingabbiamento emotivo:

Prima di lui anche SIGMUND FREUD aveva colto e descritto gli effetti negativi dell’influenza materna, evidenziando come il perdurare di un rapporto simbiotico tra madre e figlio maschio potesse ostacolare lo sviluppo di un’identità autonoma, compromettendo la maturazione della personalità adulta e la capacità di instaurare relazioni affettive equilibrate:


La letteratura antica e moderna ci ha consegnato un campionario davvero vasto e variegato di ritratti di madri, ora amorevoli e accoglienti, ora distanti, fredde e oppressive.

Ecco una carrellata di testi che propongono una figura materna idealizzata, celebrata o vagheggiata con struggente nostalgia:


Ritratto di una madre anaffettiva:


Ritratti di madri ingombranti, oppressive, castranti:


Un ritratto di madre crudele e snaturata: