PERCORSI INTERDISCIPLINARI
DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Decadentismo
AUTORE: Gabriele D’Annunzio
OPERA: “Alcyone“
GENERE DELL’OPERA: Raccolta di liriche
DATA DELL’OPERA: 1903
COMPONIMENTO: “Stabat nuda Aestas“
GENERE DEL COMPONIMENTO: Poesia in endecasillabi sciolti
DATA DEL COMPONIMENTO: Estate 1902
ARGOMENTO: La personificazione dell’estate in una sensuale figura femminile
TESTO DEL COLLEGAMENTO
Nella raccolta poetica “Alcyone” (1903) il panismo dannunziano dà vita a un universo fluido, animato da una vitalità cosmica, in cui ogni distinzione tra umano e non umano tende ad annullarsi attraverso un continuo processo di metamorfosi.
Tali metamorfosi si svolgono in due direzioni complementari:
- Antropomorfizzazione della natura: gli elementi naturali assumono fattezze, espressioni, movenze e sensibilità proprie dell’uomo.
- Vegetalizzazione e animalizzazione dell’umano: in un abbandono estatico l’uomo si immerge nella natura fino a mutare la propria identità, acquisendo caratteristiche animali e vegetali.
In questa raccolta, quindi, l’eccellenza del superuomo dannunziano non si afferma nel confronto con gli altri uomini, ma nel rapporto con la realtà naturale. La sua grandezza risiede nella capacità di fondersi con essa, di trascendere la condizione ordinaria, di accedere a una dimensione superiore di energia, pienezza vitale e dominio dell’esistenza.
Nella poesia “Stabat nuda Aestas” D’Annunzio antropomorfizza la natura in una figura femminile splendida ed evanescente, che racchiude la potenza, la sensualità e la bellezza della stagione estiva.
Le tre strofe scandiscono le tappe di un inseguimento amoroso, accompagnato dai suoni della natura e dalla ricercata musicalità del linguaggio poetico.
La donna, colta di spalle attraverso lo sguardo del poeta-inseguitore, viene progressivamente svelata dal basso verso l’alto: prima il dettaglio del “piè stretto”, che sfiora appena il tappeto di aghi secchi di pino, mentre l’aria arroventata vibra come una fiamma bianca; poi la schiena arcuata, su cui si riflettono le ombre azzurrine dei rami, e i capelli biondi che si librano tra le fronde argentee degli ulivi consacrati a Pallade Atena; quindi il volto, che per un istante si volge indietro, rispondendo al richiamo del poeta.
Infine la rivelazione: la corsa verso il mare è interrotta da un passo falso tra le alghe secche, ed è allora che l’Estate, distesa tra la spiaggia e il mare, accarezzata dalla brezza di ponente, si mostra nella sua nudità immensa e meravigliosa.
Quell’attimo sospeso, che vede il poeta immobile e assorto nell’estatica contemplazione del corpo inerme ma traboccante di vita, appare come il preludio a una vera e propria fusione carnale tra il superuomo e la natura.