- Il DIRITTO ASTRATTO (momento della tesi) che, nell’ambito delle relazioni fra individui, sancisce la libertà personale e la proprietà privata.
Il diritto è universale e astratto e rimanda alla ragione.
- La MORALITÀ (momento dell’antitesi), che rappresenta la sfera della volontà individuale come si manifesta nell’azione: il soggetto si propone un orizzonte di valori, quindi passa dal proponimento alle intenzioni vere e proprie e infine alla realizzazione di quelle intenzioni.
Al contrario del diritto, la moralità è individuale e concreta e rimanda al cuore.
- L’ETICITÀ è il momento della sintesi fra diritto astratto e moralità, fra la ragione e il cuore. La comunità fa il bene perché deve farlo e il bene che si realizza non è quello del singolo ma quello collettivo. L’etica rappresenta la concretizzazione del diritto e l’universalizzazione della moralità.
Lo STATO rappresenta il momento più alto dell’eticità.
Lo Stato etico non è una semplice somma di volontà individuali, ma è Spirito vivente; è la Ragione che, attraverso un lungo processo storico, si è incarnata in un’istituzione superiore ai singoli.
Lo Stato non nasce da un contratto tra individui, poiché non sono gli individui a creare lo Stato, ma è lo Stato a formare gli individui.
Nel sistema hegeliano la guerra si colloca sul gradino più alto del percorso dialettico dello Spirito oggettivo, in quanto concerne il rapporto fra Stati.
Lo Stato ha il diritto-dovere di portare avanti una politica di guerra per preservare sé stesso e imporre la propria superiorità.
La pace perpetua, la quiete duratura ridurrebbero i popoli in uno stato di stagnazione, di putrida marcescenza, di decadenza dei valori e della morale collettiva.
La guerra, invece, è il motore della Storia, la tempesta che rende il mare limpido, una sorta di tribunale che decreta la fine degli imperi più vetusti, delle organizzazioni statali più deboli e irrazionali, dei sistemi di valori ormai superati. In breve la guerra è stimolo al progresso.
PERCORSI INTERDISCIPLINARI
- GUERRA – La guerra “giusta”
“Lineamenti di filosofia del diritto”: La guerra come mezzo per preservare la “salute etica dei popoli”
DATI GENERALI
MATERIA: Filosofia
CORRENTE: Idealismo
AUTORE: Georg Wilhelm Friedrich Hegel
OPERA: “Lineamenti di filosofia del diritto” (Grundlinien der Philosophie des Rechts)
GENERE: Saggio filosofico
DATA: 1820
RIASSUNTO
Questo saggio contiene la più compiuta esposizione della filosofia dello Spirito oggettivo, ovvero lo Spirito che si esplica nella vita collettiva, oggettivandosi in tre momenti:
- Il DIRITTO ASTRATTO (momento della tesi) che, nell’ambito delle relazioni fra individui, sancisce la libertà personale e la proprietà privata.
Il diritto è universale e astratto e rimanda alla ragione.
- La MORALITÀ (momento dell’antitesi), che rappresenta la sfera della volontà individuale come si manifesta nell’azione: il soggetto si propone un orizzonte di valori, quindi passa dal proponimento alle intenzioni vere e proprie e infine alla realizzazione di quelle intenzioni.
Al contrario del diritto, la moralità è individuale e concreta e rimanda al cuore.
- L’ETICITÀ è il momento della sintesi fra diritto astratto e moralità, fra la ragione e il cuore. La comunità fa il bene perché deve farlo e il bene che si realizza non è quello del singolo ma quello collettivo. L’etica rappresenta la concretizzazione del diritto e l’universalizzazione della moralità.
Lo STATO rappresenta il momento più alto dell’eticità.
Lo Stato etico non è una semplice somma di volontà individuali, ma è Spirito vivente; è la Ragione che, attraverso un lungo processo storico, si è incarnata in un’istituzione superiore ai singoli.
Lo Stato non nasce da un contratto tra individui, poiché non sono gli individui a creare lo Stato, ma è lo Stato a formare gli individui.
Nel sistema hegeliano la guerra si colloca sul gradino più alto del percorso dialettico dello Spirito oggettivo, in quanto concerne il rapporto fra Stati.
Lo Stato ha il diritto-dovere di portare avanti una politica di guerra per preservare sé stesso e imporre la propria superiorità.
La pace perpetua, la quiete duratura ridurrebbero i popoli in uno stato di stagnazione, di putrida marcescenza, di decadenza dei valori e della morale collettiva.
La guerra, invece, è il motore della Storia, la tempesta che rende il mare limpido, una sorta di tribunale che decreta la fine degli imperi più vetusti, delle organizzazioni statali più deboli e irrazionali, dei sistemi di valori ormai superati. In breve la guerra è stimolo al progresso.
PERCORSI INTERDISCIPLINARI
- GUERRA – La guerra “giusta”
“Lineamenti di filosofia del diritto”: La guerra come mezzo per preservare la “salute etica dei popoli”