GIUSEPPE UNGARETTI – “L’allegria”, “San Martino del Carso”

DATI GENERALI

MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Poesia pura, Ermetismo
AUTORE: Giuseppe Ungaretti
OPERA: “L’allegria
GENERE DELL’OPERA: Raccolta di liriche
DATA DELL’OPERA: 1931 (I edizione), 1936 (II edizione), 1942 (III edizione)
COMPONIMENTO: “San Martino del Carso”
GENERE DEL COMPONIMENTO: Poesia in versi liberi
DATA DEL COMPONIMENTO: 27 agosto 1916

TESTO

Valloncello dell’Albero isolato il 27 agosto 1916

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto neppure tanto

Ma nel mio cuore
nessuna croce manca

È il mio cuore
il paese più straziato

RIASSUNTO

La poesia prende spunto dalla distruzione di un piccolo paese dell’entroterra friulano, San Martino del Carso, teatro di una strenua resistenza contro l’esercito austro-ungarico durante la Prima guerra mondiale.

Nella prima strofa è descritto, con versi scarni ed essenziali, ciò che resta del paese, le cui abitazioni sono ridotte a “qualche brandello di muro” (da notare la personificazione delle rovine, ottenuta mediante l’uso della parola “brandello”, che normamente si riferisce a ciò che viene strappato, come un pezzo di stoffa o un tessuto del corpo umano).

La seconda strofa stabilisce un parallelismo fra le case del borgo e i soldati che combatterono al fianco del poeta, di cui non restano neppure le spoglie, segno di una devastazione ancora più totale di quella del paese.

Nella terza strofa Ungaretti afferma il potere della memoria, che rende eterno nell’animo il segno lasciato da quelle giovani vite falciate dalla guerra (“Ma nel mio cuore nessuna croce manca”).

La poesia, infine, si chiude con la metafora struggente del cuore del poeta, ridotto, come San Martino del Carso, al “paese più straziato”. Il componimento segue una struttura circolare: il brandello di muro, già in parte umanizzato nella prima strofa, negli ultimi versi si trasfigura in un luogo dell’anima, invisibile agli occhi, ma reso straordinariamente concreto e vivido dalla potente metafora.

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