Nel comune modo di sentire, la guerra viene percepita come una sorta di deviazione tragica rispetto alla normale armonia della vita sociale. Eppure in molti si sono chiesti se l’aggressività che sfocia nei conflitti bellici non sia piuttosto una componente strutturale e innata della psiche umana.
Diversi pensatori propendono per una teoria della guerra come intrinseca alla natura delle cose e dell’essere umano.
Secondo il filosofo greco ERACLITO, la legge segreta del mondo è l’unità dei contrari, che lottano incessantemente fra di loro ma non possono stare l’uno senza l’altro. Dunque l’essenza della vita è perenne lotta e opposizione, senza la quale il mondo non esisterebbe:
La teoria di Eraclito è accolta e rielaborata da PLATONE nel primo libro delle “Leggi”, in cui il cretese Clinia conduce gradualmente l’Ateniese, suo interlocutore, a riconoscere che “c’è sempre una guerra, seppur non dichiarata, di tutti gli Stati contro tutti gli Stati“:
In epoca moderna, il filosofo THOMAS HOBBES descrive lo stato di natura come una condizione di guerra permanente e universale, una “guerra di tutti contro tutti”. In tale stato, l’uomo sarebbe aggressivo, violento, pronto a uccidere senza scrupoli; la sua vita sarebbe solitaria, povera, brutale e breve a causa della costante paura della morte e della violenza. Per sottrarsi a questa condizione pericolosa e instabile, gli individui avrebbero stipulato un contratto sociale, rinunciando a parte dei propri diritti naturali e trasferendo il potere assoluto a un sovrano o a un’assemblea, incaricati di garantire ordine, sicurezza e convivenza civile:
- FILOSOFIA – THOMAS HOBBES, “Leviatano”: Lo stato di natura come guerra di tutti contro tutti
GEORG WILHELM FRIEDRICH HEGEL identifica nel conflitto tra due autocoscienze, che si incontrano e si contendono il riconoscimento reciproco, un passaggio decisivo nel cammino della coscienza verso il pieno sviluppo di sé, ovvero verso la realizzazione dello Spirito assoluto. È la celebre figura chiamata “servitù e signoria”:
Secondo ARTHUR SCHOPENHAUER la vera essenza della realtà risiede in una volontà di vivere inconscia, eterna, irrazionale, priva di causa e scopo, che si manifesta nel mondo sotto forma di conflitto, di lotta incessante per la sopravvivenza e l’affermazione:
- FILOSOFIA – ARTHUR SCHOPENHAUER, “Il mondo come volontà e rappresentazione”: La volontà di vivere e la lotta autodistruttiva tra gli esseri viventi
- FILOSOFIA – ARTHUR SCHOPENHAUER, “Il mondo come volontà e rappresentazione”: L’uomo muore con le armi in pugno
- FILOSOFIA – FRIEDRICH NIETZSCHE, “Al di là del bene e del male”, Aforisma 259: La volontà di potenza e la spinta all’autoaffermazione
- FILOSOFIA – SIGMUND FREUD, “Considerazioni attuali sulla guerra e la morte”: La guerra fa riemergere l’aggressività naturale dell’uomo
- FILOSOFIA – SIGMUND FREUD, “Il disagio della civiltà”: L’aggressività fa parte del patrimonio istintuale dell’uomo
- LETTERATURA ITALIANA – SALVATORE QUASIMODO, “Giorno dopo giorno”, “Uomo del mio tempo”: L’uomo moderno è ancora “quello della pietra e della fionda”