HANNAH ARENDT – “Le origini del totalitarismo”, “L’antisemitismo”

DATI GENERALI

MATERIA: Filosofia
AUTORE: Hannah Arendt
OPERA: “Le origini del totalitarismo” (The Origins of Totalitarianism)
GENERE: Saggio storico-politico
DATA: 1951
BRANO: Parte prima, “L’antisemitismo”

RIASSUNTO

Nella prima parte dell’opera Hannah Arendt spiega come l’antisemitismo, che potrebbe sembrare un fenomeno marginale, sia stato in realtà il catalizzatore della catastrofica macchina nazista.

L’antisemitismo moderno viene associato dalla studiosa a importanti mutamenti religiosi, in particolare al processo di secolarizzazione che trasformò gli Ebrei da comunità religiosa in gruppo sociale integrato nelle varie società nazionali. Pretendendo di essere cittadini del mondo e di liberarsi della loro nazionalità, gli Ebrei resero involontariamente l’identità ebraica una questione personale, di cui cominciarono a sentire il peso, quasi si trattasse di un difetto fisico.

Fu questa una sorta di precondizione, che in seguito giustificò la loro persecuzione.

L’assimilazione sociale coincise inoltre con l’espansione dei privilegi concessi agli Ebrei, in riconoscimento del sostegno economico offerto agli Stati nazionali. Per ragioni storiche, infatti, la maggior parte dei banchieri erano Ebrei e la loro potenza non era basata sui piccoli prestiti, ma sull’emissione di prestiti pubblici. Si diffuse così l’idea che gli odiati Ebrei, detentori del potere economico, volessero mettere le mani anche sul potere statale: questo sospetto conferì all’antisemitismo una carica di violenza che fino ad allora era mancata.

La Arendt identifica il collasso degli Stati nazionali alla fine del XIX secolo come un momento cruciale per il destino degli Ebrei. Inizialmente influenti per la loro ricchezza e successivamente privilegiati per il loro sostegno economico ai governi, gli Ebrei si scoprirono vulnerabili, ridotti a una classe di ricchi senza più protezione politica, bersaglio di conflitti sociali, poiché le classi in disaccordo con le politiche statali tendevano a scaricare su di loro la responsabilità di tutti i problemi della società.

Quando il risentimento e l’invidia verso gli Ebrei, sempre latenti e mai sopiti, furono alimentati dalle teorie paranoiche di Hitler, queste emozioni represse si scatenarono con estrema brutalità, sfociando nel capitolo più oscuro della storia della società civile.

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