PERCORSI INTERDISCIPLINARI
DATI GENERALI
MATERIA: Filosofia, Sociologia
AUTORE: Karl Marx
OPERA: “La guerra civile in Francia” (The Civil War in France)
GENERE: Opuscolo storico-politico
DATA: 1871
ARGOMENTO: La guerra come strumento di repressione delle classi subalterne
TESTO DEL COLLEGAMENTO
Nell’opuscolo “La guerra civile in Francia”, scritto a Londra tra aprile e maggio del 1871, Karl Marx descrive la guerra come uno strumento nelle mani degli Stati nazionali, che, in quanto espressione degli interessi delle classi dominanti, mandano le masse subalterne a morire sui campi di battaglia per soffocare il loro impulso rivoluzionario e smorzare le loro richieste di cambiamento sociale.
L’opuscolo descrive le vicende del primo governo socialista della storia, la COMUNE DI PARIGI, sorta per iniziativa degli operai parigini il 4 settembre 1870, all’indomani dell’umiliante sconfitta della Francia nella Guerra franco-prussiana (primo settembre 1870).
La Comune di Parigi rappresentò, a giudizio di Marx, il tentativo di sradicare non solo la monarchia francese in quanto espressione del dominio della classe borghese, ma il dominio di classe stesso.
Era composta da consiglieri municipali eletti a suffragio universale. La polizia fu riorganizzata come istituzione responsabile di fronte alla Comune, con la possibilità di revoca in qualsiasi momento. Questo stesso principio fu esteso a tutti i funzionari dell’amministrazione pubblica e del sistema giudiziario. Le Chiese vennero espropriate dei loro beni, mentre le scuole furono aperte gratuitamente alla popolazione e rese completamente indipendenti dall’influenza della Chiesa e dello Stato.
Secondo Marx, tale costituzione restituiva al corpo sociale tutte le energie fino a quel momento assorbite dallo Stato parassitario, offrendo alla repubblica una base autenticamente democratica. Invece di limitarsi a eleggere, ogni tre o sei anni, un rappresentante della classe dominante destinato a mal rappresentare il popolo in parlamento, il popolo stesso avrebbe avuto a disposizione uno strumento, il suffragio universale, da usare come fa un imprenditore privato per scegliere i lavoratori e i dirigenti della propria impresa.
Questa forma embrionale di democrazia diretta fu vista come una pericolosa minaccia non solo dal governo francese controrivoluzionario di Adolphe Thiers ma anche dalla potente Prussia di Ottone Bismark. Quest’ultimo offrì alla Francia l’appoggio delle truppe tedesche e osservò con soddisfazione la distruzione della Comune per mano dello stesso governo francese: l’esercito vincitore prussiano e quello sconfitto francese fraternizzarono per massacrare insieme il proletariato parigino.
La conclusione di Marx è chiara e senza appello:
- gli Stati nazionali moderni, portavoce degli interessi della borghesia capitalista, combattono tra di loro per consolidare il proprio potere, distrarre il proletariato dalle sue rivendicazioni sociali e deviare sul campo di battaglia le aspirazioni rivoluzionarie degli oppressi;
- tuttavia, quando le classi subalterne all’interno di uno Stato si mobilitano per destabilizzare l’ordine sociale, gli Stati nazionali si alleano per reprimerle.