DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura latina
CORRENTE: Età giulio-claudia
AUTORE: Marco Anneo Lucano
OPERA: “Pharsalia” o “Bellum civile”
GENERE: Poema epico-storico
DATA: 60-65 d.C.
SINOSSI
Lucano narra la guerra civile tra Cesare e Pompeo, presentandola fin da subito come una tragedia per Roma. Dopo un’inaspettata lode a Nerone, descrive le cause del conflitto e l’avanzata di Cesare che, attraversato il Rubicone, costringe Pompeo e il Senato alla fuga da Roma.
Cesare prosegue la sua marcia mentre a Brindisi Pompeo si imbarca verso l’Oriente. Intanto Bruto si confronta con Catone sull’opportunità di intervenire: Catone lo convince a combattere per la libertà repubblicana. Pompeo sogna l’ombra di Giulia che gli predice la fine, mentre Cesare occupa Roma e conquista Marsiglia e la Spagna.
I senatori si riuniscono in Epiro e affidano il comando a Pompeo. Cesare tenta di raggiungerli attraversando l’Adriatico ma viene ostacolato dal maltempo. A Durazzo Pompeo ottiene un momentaneo successo, ma lo scontro decisivo avviene a Farsalo, dove Cesare vince. Lucano lamenta la perdita della libertà, mentre Pompeo fugge e Cesare mostra durezza verso i vinti.
Pompeo cerca rifugio in Egitto ma viene ucciso per ordine del re Tolomeo. Catone, rimasto alla guida del partito repubblicano, compie una marcia eroica nel deserto libico, rifiutando ogni superstizione. Cesare arriva in Egitto, riceve la testa di Pompeo e, fingendo sorpresa e dolore, prosegue verso l’incontro con Cleopatra. Il poema si chiude bruscamente con una discussione sulle sorgenti del Nilo e un’insurrezione incombente.
RIASSUNTO
La “Pharsalia” è un poema epico in dieci libri, per un totale di 8.060 esametri, rimasto incompiuto per la morte prematura dell’autore.
Stravolgendo le convenzioni dell’epica latina tradizionale, l’opera rinuncia all’apparato mitologico per attingere direttamente alla storia. Inoltre, cosa ancora più importante, non celebra più le glorie di Roma, ma si configura come una denuncia impietosa della guerra fratricida tra Pompeo e Cesare che segnò la fine della Repubblica.
- LIBRO I
Il libro si apre con l’esposizione dell’argomento dell’opera, la guerra fratricida fra Cesare e Pompeo, seguita da un lungo elogio di Nerone, dalla spiegazione delle cause della guerra e dalla presentazione dei protagonisti.
Lucano passa quindi a narrare il passaggio del Rubicone da parte di Cesare, con l’apparizione dell’immagine della Patria in lutto, che tenta invano di farlo desistere dall’impresa. Alla notizia del suo avvicinamento a Roma si diffonde il terrore, e Pompeo e i senatori abbandonano la città.
- LIBRO II
Alcuni veterani rievocano la precedente guerra civile tra Mario e Silla, giungendo alla consapevolezza che il conflitto imminente sarà ancora più spietato.
In un colloquio notturno Bruto si confronta con Catone, chiedendogli se sia giusto prendere parte allo scontro. Catone lo persuade a schierarsi con Pompeo, in nome della fedeltà a Roma e alla libertas, poiché non si può restare inerti di fronte alla fine della Repubblica.
Marcia, ex moglie di Catone, chiede di poterlo seguire, e così vengono celebrate fra i due delle nuove nozze in abiti di lutto.
Intanto Cesare prosegue la sua marcia, mentre Pompeo si rifugia a Brindisi.
- LIBRO III
Pompeo lascia l’Italia alla volta di Durazzo (Albania). Mentre si appresta a salpare, gli appare in sogno l’ombra di Giulia, figlia di Cesare e sua moglie prima dello scoppio del conflitto. Carica di rancore, gli predice una morte imminente.
Nel frattempo Cesare torna a Roma e, nonostante l’opposizione del tribuno Metello, si impadronisce del tesoro pubblico.
Pompeo, invece, raduna i suoi alleati orientali, che Lucano elenca in un lungo e dettagliato catalogo.
Successivamente Cesare marcia verso la Spagna e assedia Marsiglia, costringendola alla resa con una sanguinosa battaglia navale.
- LIBRO IV
Buona parte del libro è occupata dalla descrizione della campagna di Spagna, in cui Cesare sconfigge i generali pompeiani Afranio e Petreio, cingendo d’assedio la città di Ilerda e costringendo i nemici alla fuga.
Intanto, sulla costa dalmata, le forze pompeiane catturano mille soldati cesariani guidati dal centurione Vulteio, sorpresi mentre tentavano di fuggire per mare su una grande zattera. Per non cadere in mano nemica, essi scelgono di darsi la morte.
In Africa un giovane partigiano di Cesare, Curione, viene sconfitto e ucciso dalle truppe numidiche.
- LIBRO V
I senatori, che in precedenza avevano abbandonato Roma e si erano dispersi nel Mediterraneo, si riuniscono in Epiro, dove il console Lentulo tiene un discorso per esortarli a nominare Pompeo comandante supremo del partito senatorio. Successivamente il pompeiano Appio si reca dall’oracolo di Delfi per interrogare gli dèi sull’esito della guerra, ma riceve un responso ambiguo.
In Italia Cesare, dopo aver sedato un tentativo di ribellione, marcia su Brindisi per attraversare l’Adriatico e affrontare Pompeo. Tuttavia, prima che tutto il suo esercito riesca a compiere la traversata, una violenta tempesta impedisce il passaggio delle truppe rimaste in Italia sotto il comando di Antonio. Cesare tenta di attraversare nuovamente il mare su una piccola imbarcazione per agevolare la traversata dell’esercito, ma sfugge per un soffio al naufragio.
Nel frattempo Pompeo mette in salvo la sua amata moglie Cornelia sull’isola di Lesbo, e con il cuore straziato si separa da lei.
- LIBRO VI
Pompeo viene assediato a Durazzo; quindi, dopo una battaglia favorevole ai pompeiani, i cesariani sono costretti a ritirarsi in Tessaglia, destinata a diventare il teatro dello scontro decisivo.
Nel frattempo Sesto, figlio di Pompeo, si reca da Erittone, potente maga, per conoscere il futuro. La donna, con un rito macabro e terrificante, rianima il cadavere di un soldato caduto in battaglia, il quale profetizza la sconfitta di Pompeo, la rovina di Roma e l’assassinio di Cesare.
- LIBRO VII
Pompeo, dopo aver sognato i fasti dei suoi passati trionfi, presiede un consiglio di guerra in cui esprime la sua riluttanza ad attaccare. Tuttavia viene infine persuaso dai suoi maggiorenti, tra cui Cicerone.
Mentre fervono i preparativi per lo scontro decisivo, Cesare e Pompeo arringano le rispettive truppe, infondendo loro coraggio prima della battaglia di Farsalo.
Lo scontro decisivo volge a favore dei cesariani, e Lucano interviene direttamente nel racconto, lamentando la perdita della libertà.
Pompeo fugge, mentre Cesare vincitore si fa beffe del pompeiano Lucio Domizio Enobarbo morente e nega agli sconfitti gli onori funebri, lasciando i loro corpi in pasto alle bestie selvatiche. Ma nella notte il condottiero è assalito da funeste visioni che turbano il suo sonno.
- LIBRO VIII
Pompeo si reca a Lesbo per ricongiungersi con la moglie Cornelia e riflette sulla possibilità di proseguire la lotta con l’aiuto dei Parti. Tuttavia, il console Lentulo si oppone fermamente a questa ipotesi.
Pompeo decide allora di cercare rifugio in Egitto ma il giovane re Tolomeo, temendo la vendetta di Cesare, ordina la sua uccisione.
Nelle ore precedenti la morte, sospettando il tradimento, Pompeo accetta con dignità il proprio destino, secondo l’etica stoica. Dopo aver consolato Cornelia, rema da solo fino alla spiaggia, dove viene brutalmente decapitato. Il suo corpo, gettato in mare, viene restituito dalle onde alla riva, dove un certo Cordo, mosso a pietà, gli dà sepoltura.
- LIBRO IX
L’anima di Pompeo ascende al cielo, mentre sulla terra Cornelia piange il suo tragico destino.
Nel frattempo, Catone assume il comando dei resti dell’esercito pompeiano e li guida eroicamente attraverso il deserto libico, affrontando la calura soffocante, le tempeste di sabbia e l’insidia dei serpenti velenosi, nel tentativo di raggiungere l’alleato Giuba. Durante il viaggio si imbatte nell’oracolo di Ammone ma rifiuta di consultarlo, convinto che la conoscenza del futuro non debba influenzare le decisioni del saggio.
Intanto Cesare, dopo aver reso omaggio alle rovine di Troia, giunge in Egitto, dove gli emissari di Tolomeo gli presentano la testa mozzata di Pompeo. Con abile dissimulazione si mostra addolorato e sdegnato per l’uccisione proditoria del suo rivale.
- LIBRO X
Cesare visita la tomba di Alessandro Magno, che considera un predecessore.
In seguito si tiene un sontuoso banchetto alla presenza di Cleopatra, animato da una lunga e affascinante discussione con il sacerdote Acoreo sulle sorgenti del Nilo. Gli Alessandrini, risentiti per l’occupazione romana, tentano una ribellione contro Cesare. Il poema si conclude bruscamente a questo punto.