PERCORSI INTERDISCIPLINARI
DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura greca, Filosofia
CORRENTE: Periodo di transizione dall’Età classica all’Ellenismo
AUTORE: Platone
OPERA: “Leggi“
GENERE: Dialogo filosofico
DATA: IV secolo a.C.
BRANO: Libro I
ARGOMENTO: La “stasis”, la più dura di tutte le guerre
TESTO DEL COLLEGAMENTO
Nel primo libro delle “Leggi” (IV secolo a.C.) Platone torna a riflettere su un argomento che aveva precedentemente trattato nel quinto libro della “Repubblica”, ovvero la distinzione tra due tipi di conflitto: la discordia interna alla polis e la guerra con gli stranieri.
La prima viene indicata in greco con la parola stasis, che significa letteralmente “posizione” e si riferisce appunto al “prendere una posizione ostile in una disputa politica”, atto da cui scaturisce una situazione di contrasto e di inimicizia all’interno dell’assemblea cittadina.
Uno dei protagonisti del dialogo, l’Ateniese (che sembra dare voce alle opinioni di Platone stesso), chiede quale atteggiamento debba assumere un buon legislatore nell’ordinare uno Stato, se debba cioè tenere conto soprattutto delle necessità della guerra esterna oppure di quella “che ogni volta nasce al suo interno e che si chiama stasis”.
La seconda viene immediatamente prospettata come del tutto negativa e riprovevole: infatti, mentre la guerra esterna, per quanto cruenta, è orientata a favorire lo sviluppo e la prosperità dello Stato, la guerra intestina distrugge le fondamenta stesse della convivenza all’interno della comunità cittadina.
Per questo motivo Platone definisce la stasis come “la più dura di tutte le guerre”, tanto che “nessuno mai vorrebbe che nascesse nel proprio Stato, e, una volta sorta, vorrebbe che terminasse il più presto possibile”.