PRIMO LEVI – “Se questo è un uomo”, Capitolo 9 “I sommersi e i salvati”

DATI GENERALI

MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Neorealismo
AUTORE: Primo Levi
OPERA: “Se questo è un uomo
GENERE DELL’OPERA: Romanzo autobiografico
DATA DELL’OPERA: 1947
BRANO: Capitolo 9 “I sommersi e i salvati”

RIASSUNTO

Levi vede il Lager come un gigantesco esperimento biologico e sociale, consistente nel rinchiudere migliaia di persone di diversa età, condizione, lingua, origine e costumi, e nell’osservare il comportamento dell’animale-uomo mentre lotta per la sopravvivenza.

Nella varia umanità presente nel campo, l’autore individua due distinte categorie di individui: i “sommersi” e i “salvati”. Più precisamente nel campo vige la regola evangelica “a chi ha, sarà dato; a chi non ha, a quello sarà tolto“. In ossequio a tale principio i primi a indebolirsi e a morire sono i “sommersi”, cioè i più remissivi e acquiescenti alle regole dei carcerieri, coloro che eseguono sempre gli ordini ricevuti, consumano solo la propria razione di cibo e rispettano alla lettera la disciplina di lavoro. Sopravvivono invece i “salvati”, cioè coloro che riescono a emergere e a distinguersi, i cosiddetti Prominenten, i quali si accaparrano ruoli lavorativi di prestigio tradendo la solidarietà verso i compagni e diventando sempre più odiosi e odiati man mano che accresce il potere nelle loro mani. Solo pochi individui superiori riescono a sopravvivere senza rinunciare ai propri valori morali.

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