DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura latina
CORRENTE: Età augustea
AUTORE: Publio Virgilio Marone
OPERA: “Le bucoliche”
GENERE: Poesia pastorale
DATA: 42-38 a.C.
CONTESTUALIZZAZIONE
L’opera fu composta durante il periodo delle guerre civili successive alla morte di Giulio Cesare nel 44 a.C.
Dopo la battaglia di Filippi del 42 a.C., nella quale i membri del secondo triumvirato (Marco Antonio, Cesare Ottaviano e Marco Emilio Lepido) sconfissero i cesaricidi Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino, Ottaviano fece ritorno a Roma e attuò un’ampia espropriazione delle terre dei contadini nel Mantovano, per distribuirle ai veterani dell’esercito come ricompensa per i loro servigi militari.
Le fonti storiche non sono unanimi nel definire il coinvolgimento di Virgilio nel processo di espropriazione: secondo alcune, il poeta ne sarebbe uscito indenne grazie all’intercessione di personaggi influenti; secondo altre, invece, avrebbe perso gran parte delle sue proprietà. L’opera è intrisa del clima cupo e travagliato di quegli anni.
CONTENUTO
L’opera, il cui titolo significa “canti pastorali”, è formata da dieci componimenti di ambientazione agricola e pastorale, chiamati ecloghe (“poesie scelte”).
Le ecloghe dispari si presentano come dialoghi, quelle pari hanno una forma narrativa.
I temi principali sono l’esproprio delle terre, la semplice vita dei pastori, l’amore non corrisposto, la celebrazione del talento poetico, la profezia di una nuova età dell’oro, i miti cosmogonici.
- Ecloga I – “Tityrus”: è un dialogo tra due pastori, Melibeo e Titiro, che si trovano in situazioni diametralmente opposte. Mentre Melibeo è costretto all’esilio a causa dell’esproprio delle terre, Titiro ha avuto la fortuna di mantenere i propri campi grazie all’intercessione di un giovane e potente protettore, e continuerà a godere della pace della campagna, immerso nella tranquillità della natura.
- Ecloga II – “Alexis”: è un monologo in cui il pastore Corydon esprime il suo tormento per l’amore non corrisposto verso il giovane Alexis, che appartiene al suo padrone.
- Ecloga III – “Palaemon”: è un agone poetico fra i pastori Menalca e Dameta, che si confrontano con accenti leggeri e ironici sui temi tipici della poesia bucolica (l’amore, la gelosia, il talento musicale e poetico). La sfida si conclude in parità, perché l’arbitro Palemone non sa decidere chi sia il migliore.
- Ecloga IV – “Pollio”: contiene la celebre profezia relativa alla nascita di un misterioso puer, successivamente identificato dai cristiani in Gesù, destinato a favorire l’avvento di una nuova età dell’oro.
- Ecloga V – “Daphnis”: è un duello poetico tra due pastori, Menalca, il più anziano, e Mopso, il più giovane: il primo intona un canto malinconico che narra la morte di Dafni, mitico inventore della poesia bucolica, e il dolore dei pastori e delle ninfe; il secondo risponde con un inno che celebra la sua divinizzazione.
- Ecloga VI – “Varus vel Silenus”: racconta come i pastorelli Cromi e Mnasillo, aiutati dalla ninfa Egle, siano riusciti a sorprendere nel sonno il vecchio Sileno, padre dei Satiri, e come lo abbiano costretto a cantare le origini del mondo e altri miti. Questa cornice mitologica fa da sfondo alla consacrazione del poeta elegiaco Cornelio Gallo, amico di Virgilio.
- Ecloga VII – “Meliboeus”: è il racconto della gara poetica tra due pastori, Coridone e Tirsi, sui temi tradizionali della poesia bucolica come l’amore, la natura e gli dei campestri. Il giudice della gara, il pastore Melibeo, assegna a Coridone la vittoria.
- Ecloga VIII – “Pharmaceutria”: è dedicata all’amico Asinio Pollione e narra una gara poetica tra due pastori, Damone e Alfesibeo. Damone esprime i tormenti di un amante infelice, che soffre profondamente perché la fanciulla che ama, Nisa, ha scelto Mopso al suo posto. Alfesibeo, invece, racconta la storia di una donna che, con l’aiuto della sua fedele ancella Amarillide, usa un incantesimo per riconquistare il cuore di Dafni, l’uomo che ama.
- Ecloga IX – “Moeris”: Virgilio torna sul tema dell’espropriazione delle terre. I pastori Licida e Meri si incontrano sulla strada che porta a Mantova e compiangono la sorte di Menalca, riflettendo amaramente su come né il talento poetico né la raffinata sensibilità siano riusciti a salvarlo dalla dura realtà delle confische.
- Ecloga X – “Gallus”: è dedicata all’amico Cornelio Gallo, già nominato nella VI egloga, per consolarlo del suo amore infelice per Licoride.