PERCORSI INTERDISCIPLINARI
DATI GENERALI
MATERIA: Storia dell’arte
CORRENTE: Surrealismo
AUTORE: Salvador Dalì
OPERA: “Il volto della guerra”
GENERE: Dipinto a olio su tela
DATA: 1940
LUOGO: Museum Boijmans Van Beuningen (Rotterdam)
ARGOMENTO: L’eterno ritorno della guerra nel destino dell’umanità
TESTO DEL COLLEGAMENTO
Il dipinto a olio su tela intitolato “Il volto della guerra” (1880 circa), di Salvador Dalì, esprime l’idea dell’eterno ritorno della guerra nella storia dell’umanità, insieme all’eredità di morte, violenza e distruzione che essa porta con sé.
L’opera fu realizzata negli anni compresi tra la guerra civile spagnola e l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, ma l’artista sceglie volutamente di non includere alcun riferimento esplicito a quegli eventi bellici. Così, la rappresentazione del conflitto assume un valore simbolico e universale, capace di parlare a ogni epoca e a ogni individuo, al di là del contesto storico specifico.
Il dipinto è occupato quasi interamente da un cranio scuro e mozzato, contratto in un’espressione di angoscia, che si staglia su un paesaggio desertico e su un cielo post-apocalittico. Nelle sue orbite e nella bocca aperta si annidano altri teschi, in un gioco infinito di ripetizioni, mentre serpenti con le fauci spalancate si avvolgono attorno agli zigomi e alla mascella. In basso a sinistra appare un’impronta di mano sulla roccia, interpretata come la firma dell’autore; in alto a sinistra, un masso sembra segnare l’ingresso di una grotta.
Un senso di orrore eterno e senza scampo emana dal chiaroscuro intenso e drammatico, che disegna rughe profonde sul volto deformato; dai forti contrasti cromatici tra le tinte brune del cranio, l’ocra della sabbia e il turchese del cielo; dall’enormità di quel macabro volto, che fissa l’osservatore in modo inquietante e ipnotico, come a volerlo imprigionare in un disumano ciclo di morte.