SIGMUND FREUD – “L’avvenire di un’illusione”

DATI GENERALI

MATERIA: Filosofia, Psicologia
AUTORE: Sigmund Freud
OPERA: “L’avvenire di un’illusione” (Die Zukunft einer Illusion)
GENERE: Saggio di psicologia
DATA: 1927

RIASSUNTO

Freud esprime un punto di vista rivoluzionario sul tema della religione in tre saggi: “Totem e tabù” (1913), “L’avvenire di un’illusione” (1927) e “Mosè e il monoteismo” (1934-1938).

Nell'”Avvenire di un’illusione” Freud afferma che la civiltà, con i suoi ordinamenti e i suoi imperativi, ha il compito di rendere possibile la vita sociale, imponendo al tempo stesso una rinuncia alle pulsioni e ai desideri istintuali: in tutti gli uomini, infatti, sono presenti tendenze distruttive, ostili alla convivenza pacifica.

Questo non significa che Freud sia contro la civiltà: l’alternativa alle regole e alle imposizioni della vita civile, infatti, sarebbe lo stato di natura, che non richiederebbe nessuna restrizione ma metterebbe l’uomo in una condizione di pericolo costante. Infatti è proprio la natura, “grandiosa, crudele, inesorabile”, la fonte delle più ancestrali paure dell’uomo (le calamità, la malattia, il mistero della morte).

Il rimedio all’angoscia e al senso di precarietà della condizione umana è la RELIGIONE, che Freud definisce un’illusione, in quanto incarnazione dei più antichi, forti e profondi desideri del genere umano (protezione, ricompensa e immortalità). La religione placa l’inquietudine, stabilisce un ordine morale e prolunga l’esistenza terrena in una dimensione ultraterrena in cui tutti i desideri dell’uomo potranno trovare compimento.

Freud, inoltre, chiarisce che la rappresentazione religiosa di Dio esprime la “nostalgia del padre” e il desiderio infantile di sentirsi protetti contro i pericoli della vita. Dio non è che la proiezione della figura paterna, e al pari di un padre viene temuto e adorato dagli uomini. Per la sua origine psichica e per la sua affinità con altre produzioni dell’inconscio, come i sogni, la religione viene definita da Freud la “nevrosi ossessiva universale dell’umanità“.

Il padre della psicoanalisi prospetta la possibilità di un futuro in cui la civiltà possa esistere senza l’illusione religiosa. Egli è convinto che la religione appartenga propriamente all’infanzia del genere umano e che il suo abbandono “debba aver luogo con l’inesorabilità fatale di tutti i processi di crescita“.

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