
MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Antinovecentismo
NASCITA: 9 marzo 1883 (Trieste)
MORTE: 26 agosto 1957 (Gorizia)
BIOGRAFIA
- 1883-1886: Umberto Saba nasce a TRIESTE quando la città è ancora il principale porto dell’Impero austro-ungarico. All’epoca Trieste, sospesa tra il clima mitico della Mitteleuropa e le rivendicazioni dell’identità italiana, presentava un complesso mosaico etnico e linguistico, nel quale convivevano comunità italiane, tedesche, slovene, greche e turche, insieme a una forte componente ebraica. Nella poesia a lei dedicata, Saba la rappresenta come uno spazio intimo, in cui può sentirsi in armonia con sé stesso, come un rifugio e uno specchio del suo mondo interiore.
Composito e discordante è anche l’ambiente familiare del poeta, caratterizzato dalla profonda divergenza tra le due figure genitoriali, definite dal poeta stesso come “due razze in antica tenzone”. La madre, FELICITA COEN, ebrea, è una donna austera e apprensiva, che “tutti sentiva della vita i pesi”; il padre, UGO POLI, cristiano, è un agente di commercio dal carattere leggero e volubile, incline al sogno più che alla concretezza.
Il padre abbandona la madre poco dopo il concepimento. In segno di ostilità nei confronti della figura paterna assente, il poeta, al raggiungimento della maggiore età, sceglierà di mutare il proprio cognome in SABA.
Anche il rapporto con la madre si rivela povero di manifestazioni d’affetto; al contrario, il piccolo Saba trova calore e tenerezza nel legame con la balia slovena GIOSEPPA SABAZ, detta PEPPA, il cui cognome è stato spesso indicato come possibile origine dello pseudonimo adottato dal poeta - 1886-1873: All’età di tre anni la madre lo sottrae bruscamente alle cure della balia. Questo allontanamento rappresenta un nuovo trauma per il piccolo Umberto, che viene inviato a PADOVA presso alcuni parenti, dove rimane fino ai dieci anni.
- 1873-1889: Tornato a TRIESTE, cresce con la madre e con le ZIE FORTUNATA e REGINA, che gli garantiscono una condizione di relativa agiatezza.
Il suo percorso scolastico si svolge tuttavia in modo irregolare: frequenta il ginnasio con scarso profitto, quindi si iscrive all’accademia nautica e, poco dopo, si imbarca come mozzo su una nave mercantile; in seguito lavora come praticante presso un commerciante di farine.
Manifesta una spiccata tendenza all’isolamento, trascorrendo gran parte del tempo nelle letture, in particolare delle opere di Giacomo Leopardi e Gabriele D’Annunzio. - 1903: Si iscrive alla facoltà di Lettere dell’università di PISA, ma non porta a termine gli studi.
In questo periodo viene colpito per la prima volta da un attacco di nevrastenia, che inaugura una lunga fase di instabilità nervosa. - 1905: Si trasferisce a FIRENZE, dove entra in contatto con il gruppo di intellettuali e poeti raccolti attorno alla rivista “La Voce”, senza però giungere a una reale integrazione. Saba, infatti, non si riconosce nelle loro scelte poetiche, né sul piano stilistico né su quello ideologico.
- 1907: Torna quindi a TRIESTE e sposa CAROLINA WÖLFER, compagna di una vita, celebrata nel “Canzoniere” con il nome di LINA, dalla quale avrà l’adorata figlia LINUCCIA.
- 1910: Pubblica il suo primo libro di poesie, ma non ottiene l’apprezzamento della critica. Gli intellettuali della “Voce” esprimono giudizi particolarmente negativi.
- 1913-1914: In seguito a una crisi coniugale causata dall’infedeltà di Lina, la famiglia si trasferisce prima a BOLOGNA e poi a MILANO; qui Saba gestisce il caffè del Teatro Eden.
- 1915-1918: Allo scoppio della Prima guerra mondiale Saba è richiamato dall’esercito italiano ma è esonerato dal servizio in trincea a causa dei suoi ricorrenti accessi depressivi.
- 1919: Al termine del conflitto, grazie all’eredità della zia Regina, rileva a TRIESTE una libreria antiquaria che, percepita inizialmente come un luogo angusto e oppressivo, diviene col tempo un motivo di orgoglio, un rifugio quotidiano e la casa editrice della sua opera poetica.
È con il marchio della libreria che Saba pubblica nel 1921 la prima edizione del “Canzoniere”.
- 1929-1931: Poiché i disturbi nervosi si manifestano con sempre maggiore insistenza, Saba decide di intraprendere un percorso di analisi con EDOARDO WEISS, allievo di SIGMUND FREUD e figura centrale nella diffusione della pratica psicoanalitica in Italia.
La critica intanto, comincia a scoprire la sua opera.
- 1938: In seguito all’emanazione delle leggi razziali da parte del regime fascista, Saba è costretto a lasciare Trieste e a rifugiarsi a PARIGI. Tuttavia allo scoppio della Seconda guerra mondiale anche la capitale francese viene occupata dai nazisti, costringendolo a una nuova fuga. Rientra quindi in Italia alla ricerca di un rifugio sicuro: dapprima si trattiene a ROMA, ospite di GIUSEPPE UNGARETTI, quindi si sposta a FIRENZE, dove trova accoglienza presso EUGENIO MONTALE.
- 1946-1955: Nel dopoguerra vive per lo più a MILANO, facendo periodicamente ritorno a TRIESTE.
- 1955-1956: Malato e stanco si fa ricoverare in una clinica di GORIZIA, da cui esce solo per recarsi al funerale dell’amata Lina.
- 1957: Muore nella clinica goriziana. Sulla sua lapide chiede che siano incisi questi versi: “Parlavo vivo a un popolo di morti. Morto alloro rifiuto e chiedo oblio”.
OPERE
RACCOLTE POETICHE
Il “Canzoniere” (1961) raccoglie l’intera produzione poetica di Umberto Saba, coprendo oltre cinquant’anni di scrittura.
Organizzata in diverse sezioni disposte in ordine cronologico, l’opera può essere letta come un’autobiografia in versi, un diario intimo, il romanzo di una vita.
SCRITTI IN PROSA
- La stesura del “Canzoniere” è accompagnata da “Storia e cronistoria del Canzoniere” (1948), un commento in cui il poeta riflette sui propri versi, talvolta con toni autocelebrativi.
- “Scorciatoie e raccontini” (1946) è invece una raccolta di brevi testi in prosa, spesso in forma di aforismi, che Umberto Saba chiama “scorciatoie” perché arrivano velocemente a conclusioni lontane e sorprendenti.
- “Ricordi-racconti” (1956) è una raccolta di scritti giovanili a carattere autobiografico, dallo stile leggero e quasi fiabesco.
- “Ernesto” (1975) è un romanzo, rimasto incompiuto e pubblicato postumo, che affronta in chiave autobiografica il tema dell’omosessualità.