Nell’Età della crisi delle certezze vengono messe in discussione anche tutte le credenze religiose e metafisiche elaborate nel corso dei millenni per offrire rassicurazioni all’uomo e per dare un senso alla sua esistenza. I grandi artefici dello scardinamento delle certezze metafisiche sono i tre “maestri del sospetto”, ovvero i tre pensatori conosciuti per aver messo in discussione le fondamenta della realtà, proponendo una nuova interpretazione del mondo: KARL MARX, FRIEDRICH NIETZSCHE E SIGMUND FREUD.
KARL MARX definisce la religione come “oppio dei popoli“, come “gemito di una creatura infelice“, in quanto legittima lo status quo, placa la rabbia sociale, inibisce gli istinti rivoluzionari degli oppressi:
Nel celebre aforisma 125 della “Gaia scienza”, FRIEDRICH NIETZSCHE annuncia la fine di ogni trascendenza, sia religiosa sia metafisica, la morte di Dio:
Per SIGMUND FREUD, invece, la religione è la “nevrosi ossessiva universale dell’umanità“, in quanto pura illusione e a proiezione del desiderio infantile di sicurezza e protezione da parte della figura paterna.
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