DATI GENERALI
MATERIA: Filosofia, Sociologia
AUTORE: Karl Marx
OPERA: “Tesi su Feuerbach” (Thesen über Feuerbach Tiesen ubach faebach)
GENERE: Saggio filosofico
DATA: 1845 (composizione), 1888 (edizione postuma)
RIASSUNTO
Nelle “Tesi su Feuerbach” Marx prende le distanze dai suoi due grandi maestri, Ludwig Feuerbach e Friedrich Hegel, approdando a una posizione filosofica che concilia gli aspetti a suo giudizio più significativi di entrambi:
- A Feuerbach Marx riconosce il grande merito di aver riportato la filosofia idealistica hegeliana a camminare sui piedi e non sulla testa. Mentre per Hegel è il pensiero (la Ragione astratta, infinita, assoluta) che produce la materia, per Feuerbach è la materia (il concreto, il finito, l’uomo) a produrre il pensiero. La filosofia di Feuerbach segna il passaggio dall’idealismo al materialismo.
- A Feuerbach, tuttavia, Marx contesta di aver dato vita a un materialismo astorico, naturalistico e adialettico, sempre uguale a sé stesso. Marx recupera quindi da Hegel lo storicismo, ovvero la concezione della storia come divenire dialettico, e afferma che l’individuo e la società vanno sempre considerati nella loro dimensione storica.
Marx, in sintesi, corregge il materialismo naturalistico di Feuerbach con lo storicismo di Hegel: il risultato è il materialismo storico marxiano.
Nell’opera in esame Marx affronta il tema dell’alienazione religiosa prendendo le mosse, anche in questo caso, dalle tesi di Feuerbach. Questi considera la religione come alienazione, vale a dire come proiezione delle paure, dei bisogni, delle aspirazioni e delle caratteristiche migliori dell’uomo su un essere immaginario, onnipotente e onnisciente.
Marx, però, contesta a Feuerbach di aver collegato l’origine della religione a un concetto di uomo astratto e astorico, con caratteristiche psicologiche e antropologiche costanti. Secondo Marx, invece, l’uomo produce Dio nella storia, in un preciso contesto sociale, culturale e soprattutto economico.
Contesti storici diversi danno vita a religioni con caratteristiche diverse:
- La società calvinista, basata su un’intraprendente borghesia imprenditoriale, mercantile e finanziaria, si riconosce in un Dio che non solo non condanna l’accumulo di denaro, ma riconosce nella ricchezza e nel successo lavorativo il segno della grazia divina e della predestinazione alla beatitudine.
- Il Cattolicesimo, invece, che si fonda sul principio evangelico per cui “gli ultimi saranno i primi”, e che proietta nell’aldilà l’aspirazione alla felicità e alla salvezza, trova terreno fertile nelle società con un’elevata componente di poveri e di oppressi.
Secondo Marx l’alienazione religiosa è direttamente proporzionale all’alienazione socio-economica, ovvero a quelle situazioni storiche in cui l’uomo è costretto a lavorare in modi disumani che lo opprimono e lo incatenano alla sofferenza, come accade nella moderna società industriale capitalistica.
In questo contesto di sfruttamento, la religione si pone come “oppio dei popoli“, come “gemito di una creatura infelice“, in quanto legittima lo status quo, placa la rabbia sociale, inibisce gli istinti rivoluzionari degli oppressi: colui che converte la propria insoddisfazione in amore per Dio, che rimanda all’aldilà il proprio diritto alla felicità, diventa un soggetto pacifico, facilmente gestibile dalla classe dominante.
La religione è il frutto malato di una società malata e l’unico modo di eliminarla è la trasformazione della società attraverso la rivoluzione.
Nell’undicesima tesi, Marx prende ulteriormente le distanze da Feuerbach, accusato di un approccio alla realtà tendenzialmente contemplativo e teoretico. Secondo Marx è tempo che dall’analisi speculativa della realtà si passi alla prassi politica e rivoluzionaria: “I filosofi hanno solo interpretato il mondo in diversi modi, si tratta ora di cambiarlo“.