DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura greca, Filosofia
CORRENTE: Periodo di transizione dall’Età classica all’Ellenismo
AUTORE: Platone
OPERA: “Repubblica”
GENERE: Dialogo filosofico
DATA: IV secolo a.C.
BRANO: Libro V
RIASSUNTO
Il libro comincia con la trattazione della questione delle donne.
Socrate è consapevole di avere in materia delle idee piuttosto audaci, quasi impraticabili e addirittura condannabili.
- Il suo primo argomento a favore dell’uguaglianza delle donne trae spunto dal mondo animale: le femmine dei cani da guardia vengono utilizzate per sorvegliare e cacciare al pari dei maschi, non vengono lasciate a custodire la casa per occuparsi esclusivamente della generazione e dell’allevamento dei cuccioli. Ma perché ciò sia possibile, è necessario allevarle e addestrarle nello stesso modo dei maschi.
Applicando questo ragionamento agli esseri umani, se ne deduce che bisogna conferire alle donne gli stessi compiti degli uomini e, pertanto, impartire loro gli stessi insegnamenti, basati sulla ginnastica, la musica e l’arte della guerra. Ciò comporta conseguenze inaccettabili e sconvenienti per la maggior parte degli Ateniesi, come permettere alle donne, non solo a quelle giovani, ma anche a quelle più anziane, di esercitarsi nude nelle palestre assieme agli uomini. Si tratta comunque di un ostacolo facilmente superabile, considerando che anche l’usanza greca di fare ginnastica nudi, quando fu introdotta, appariva brutta e ridicola, ma si rivelò molto presto utile e vantaggiosa. - Il secondo argomento a favore dell’uguaglianza delle donne prende le mosse dal principio, enunciato nel libro precedente, che ciascuno debba svolgere il compito che gli si addice per natura. È evidente che la natura dell’uomo sia molto diversa da quella della donna. Occorre quindi stabilire se, in rapporto a determinati lavori e attività, vi sia una differenza significativa tra il sesso maschile e quello femminile o se la differenza fra maschio e femmina riguardi esclusivamente la sfera riproduttiva. Socrate conclude che non c’è alcuna occupazione di coloro che amministrano la città che sia propria della donna in quanto donna, né dell’uomo in quanto uomo; per sua natura la donna partecipa di tutte le attività, pur essendo più debole dell’uomo in ognuna di esse.
Dunque le donne dei guardiani possono fare le stesse cose che fanno i maschi, ma per la debolezza del loro sesso si vedranno assegnati i compiti più leggeri.
Quindi Socrate espone la tesi secondo cui nessuna donna deve convivere con un uomo in particolare, ma donne e figli devono essere in comune. Egli è consapevole dei dubbi sull’attuabilità e l’auspicabilità della sua proposta, ma si cura soltanto di dimostrarne l’utilità.
Socrate delinea un piano utopistico di accoppiamenti eugenetici regolati dall’autorità politica, che non esiterà a ricorrere alla menzogna e all’inganno pur di tutelare il bene comune: i maschi migliori, nel fiore dell’età, dovranno unirsi alle femmine migliori, e i maschi peggiori alle femmine peggiori; i figli degli uni saranno allevati, quelli degli altri no, al fine di garantire il miglioramento della razza. La città assumerà in questo modo l’aspetto di una grande famiglia, in cui tutti coloro che appartengono alla generazione precedente saranno considerati genitori di tutti coloro che appartengono alla generazione successiva. Le conseguenze positive di questo assetto saranno molteplici: ogni guardiano sarà portato a vedere nell’altro un fratello, una sorella, il padre, la madre, un figlio, una figlia; cesseranno tutte quelle discordie che nascono tra gli uomini a causa del denaro, dei figli e dei parenti; venuti meno i particolarismi, i guardiani saranno anche più felici e la loro felicità coinciderà con quella della città nel suo complesso.
A questo punto Socrate fa una riflessione sulla guerra, sottolineando la necessità di distinguere tra guerra esterna e guerra civile. La guerra è un fenomeno inevitabile, ma dovrebbe essere condotta esclusivamente contro i “barbari”, ovvero gli stranieri, e non tra i Greci stessi. Il conflitto tra genti amiche è da evitare. I Greci, quindi, non dovrebbero saccheggiare la terra dei Greci, né distruggerne le abitazioni, né considerare nemici tutti gli abitanti di una città ellenica, ma piuttosto identificare e punire i veri responsabili della discordia e rabbonire gli avversari senza punirli fino all’asservimento o allo sterminio. Il conflitto dovrebbe proseguire solo fino a quando i colpevoli non saranno giudicati dagli innocenti che soffrono a causa loro.
Nella parte conclusiva del libro si discute sull’attuabilità del modello di Costituzione proposto da Socrate. Questi afferma che la creazione di un modello ideale e la sua concretizzazione sono questioni separate e indipendenti l’una dall’altra. Se un artista dipingesse un modello di perfetta bellezza, quest’ultimo non sarebbe deprezzato se non esistesse nella realtà o non fosse stato mai realizzato, poiché l’apprezzamento estetico di un’opera non è legato alla sua esistenza effettiva. In modo simile, non si può valutare una teoria sulla base della sua applicazione pratica: il dubbio su ciò che dovrebbe essere non può essere risolto guardando a ciò che è, dato che appartengono a due sfere distinte.
Socrate conclude sostenendo che tale modello potrebbe diventare realtà solo se i filosofi diventassero governanti, o se i governanti si dedicassero alla filosofia.
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PERCORSI INTERDISCIPLINARI
- DIRITTI – Articolo 2, “Dichiarazione universale dei diritti umani”: a ogni individuo spettano tutti i diritti e libertà senza distinzione di sesso
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“Repubblica”, Libro V: “Stasis” e “pòlemos”