
Guardare indietro nella storia vuol dire ripercorrere una lunghissima sequenza di conflitti, dalle lotte combattute con armi rudimentali fino alle guerre moderne, in cui la tecnologia ha assunto un ruolo sempre più determinante.
La guerra è così radicata nella nostra esperienza collettiva da sembrare un fenomeno naturale, ineluttabile come la nascita e la morte, ciclico come il succedersi delle stagioni.
Eppure, in ogni epoca, l’umanità ha sognato un’utopia di pace, un mondo ideale libero dal flagello della guerra e dalla sua eredità di lutti, rovine, sofferenza e schiavitù.
Ogni nuovo conflitto riaccende il desiderio di spezzare questo ciclo insensato. Ed è proprio questo l’aspetto più contraddittorio: la guerra, pur essendo una costante della storia, spesso considerata l’unica soluzione nei momenti di tensione estrema tra Stati, etnie, comunità e gruppi religiosi, continua a essere percepita come un orrore da scongiurare, una follia, un abisso in cui l’umanità deve a tutti i costi evitare di precipitare.
Artisti, scrittori, poeti e pensatori hanno lasciato riflessioni profonde e interrogativi senza tempo sul tema guerra. L’hanno raccontata con spietato realismo, denunciandone gli orrori e le devastazioni, ma anche cercando di comprenderne le cause, radicate nella natura umana, nella politica e nelle dinamiche sociali.
In questo percorso analizzeremo, organizzandole per nuclei tematici, le più significative testimonianze della ricca e variegata produzione letteraria, artistica e filosofica sulla guerra, dall’antichità ai giorni nostri.
INDICE DEL PERCORSO
1. La guerra è connaturata all’uomo?
2. I fattori scatenanti della guerra
3. La guerra “giusta”
4. La guerra “ingiusta” per eccellenza: la guerra civile
5. La guerra dal punto di vista dei vinti e da quello dei vincitori
6. Artisti, scrittori e poeti davanti all’atrocità della guerra
7. La Seconda guerra mondiale: l’Olocausto
8. La Seconda guerra mondiale: la bomba atomica
9. La Seconda guerra mondiale: la Resistenza partigiana