GIOVANNI PASCOLI – “Myricae”, “Gloria”: Belacqua e il poeta moderno

PERCORSI INTERDISCIPLINARI

DATI GENERALI

MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Decadentismo
AUTORE: Giovanni Pascoli
OPERA: “Myricae
GENERE DELL’OPERA: Raccolta di liriche
DATA DELL’OPERA: 1891, 1892, 1894, 1897, 1900, 1903, 1905, 1908, 1911 
COMPONIMENTO: “Gloria
GENERE DEL COMPONIMENTO: Ballata piccola
DATA DEL COMPONIMENTO: 1890
ARGOMENTO: Belacqua e il poeta moderno

TESTO DEL COLLEGAMENTO

Nella poesia “Gloria” (1891), appartenente alla raccolta “Myricae”, Giovanni Pascoli delinea una figura di poeta antitetica rispetto al modello del poeta-vate, incarnato da Giosuè Carducci, e del poeta esteta, mondano e superomistico, rappresentato da Gabriele D’Annunzio.

Il componimento inizia con una domanda, che Dante pone a un personaggio non ben identificato della seconda cantica della “Divina Commedia”: “Al santo monte non verrai, Belacqua?“. Quest’ultimo, verosimilmente un liutaio fiorentino amico di Dante noto per la sua pigrizia, nel poema simboleggia l’incarnazione purgatoriale del vizio dell’accidia: si trova pigramente all’ombra di un masso imponente, abbracciando le ginocchia e tenendo lo sguardo basso; non ritiene opportuno impegnarsi per salire le cornici del monte del Purgatorio, scegliendo invece di aspettare che le preghiere di suffragio abbrevino il suo periodo di attesa.

Nel componimento di Pascoli, la figura di Belacqua si trasforma, perdendo la sua valenza negativa per incarnare l’immagine del poeta moderno.

Nella concezione pascoliana, infatti, il poeta non è una personalità d’eccezione, che abbia valori eterni da trasmettere o grandi verità da rivelare. Non aspira al successo mondano, al prestigio e alla gloria letteraria, di cui non comprende più lo scopo (“l’andare in su che porta?“).

Ha bisogno invece di raccogliersi in uno spazio intimo, volgere la sua attenzione al mondo della natura, vista come fondamento primario dell’esistenza umana, stabilire con essa un rapporto armonico e profondo, per poi riprodurlo attraverso gli strumenti della poesia.