PERCORSO INTERDISCIPLINARE
DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Verismo, Decadentismo
AUTORE: Luigi Pirandello
OPERA: “Il fu Mattia Pascal”
GENERE: Romanzo psicologico
DATA: 1904
BRANO: Capitolo XII “L’occhio e Papiano”
ARGOMENTO: Lo strappo nel cielo di carta
TESTO DEL COLLEGAMENTO
Nel dodicesimo capitolo del “Fu Mattia Pascal” (1904) Anselmo Paleari, singolare personaggio del romanzo con una grande passione per la lettura, la filosofia e l’occultismo, racconta a Mattia Pascal, divenuto ormai Adriano Meis, il cosiddetto “apologo dello strappo nel cielo di carta“.
Cosa succederebbe se, durante la messa in scena della tragedia “Elettra”, proprio mentre la marionetta di Oreste si appresta a compiere la vendetta per l’assassinio di suo padre Agamennone, uccidendo Egisto e Clitennestra, si producesse uno strappo nel cielo di carta del teatrino? In quel momento Oreste, ancora consumato dal desiderio di vendetta, non potrebbe fare a meno di andare continuamente con lo sguardo a quello strappo e perderebbe le forze, trasformandosi da eroe tragico nel dubbioso e tormentato Amleto.
La marionetta di Oreste prima dello strappo nel cielo di carta del teatrino rappresenta l’individuo integro dell’epoca premoderna, senza “perplessità angosciose, né ritegni, né intoppi, né ombre, né pietà: nulla!“.
In seguito allo strappo Oreste si trasforma in Amleto, che a sua volta simboleggia l’uomo moderno, fragile e tormentato, privo di certezze e di punti fermi.
L’immagine della marionetta evoca la meccanicità dell’agire dell’uomo, che si limita a condurre una vita inconsapevole, scandita da abitudini ripetitive e guidata da regole imposte dalla società.
Un banale incidente, un avvenimento imprevisto nella vita individuale o piuttosto la crisi di un’epoca e di un’intera società rivelano il carattere fittizio e artificioso delle convenzioni su cui l’uomo fonda il suo castello di sicurezze.
Crollano le certezze e l’uomo-marionetta si paralizza, incapace di agire e di scegliere, in breve si trasforma in un “inetto“.