PERCORSI INTERDISCIPLINARI
- DONNA – I mille volti della donna: la “donna vampiro” (la “femme fatale”)
- DONNA – I mille volti della donna: la moglie
DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Verismo
AUTORE: Giovanni Verga
OPERA: “Tigre reale”
GENERE DELL’OPERA: Romanzo psicologico borghese
DATA DELL’OPERA: 1875
ARGOMENTO: La donna fatale e la moglie fedele
TESTO DEL COLLEGAMENTO
Nel romanzo psicologico di ambientazione borghese intitolato “Tigre reale” (1875), Giovanni Verga narra la parabola di un giovane debole e volubile, Giorgio La Ferlita, sedotto dal fascino magnetico di una donna “fatale” e infine redento dall’amore quieto e fedele della moglie.
Durante un ballo a Firenze, Giorgio La Ferlita si innamora di Nata, una contessa russa malata di tubercolosi. La loro relazione, intensa ma platonica, si interrompe per la partenza di Giorgio e il ritorno del marito di lei. Anni dopo Giorgio sposa Erminia, ma la notizia dell’imminente morte di Nata lo spinge a riallacciare i contatti con la donna, di nascosto dalla moglie, la quale, nel frattempo, è oggetto delle attenzioni del cugino Carlo. In seguito a un incidente che coinvolge il figlio, Giorgio decide di troncare con Nata e di restare con la famiglia. Dopo una crisi coniugale, i due coniugi si riconciliano. Giorgio, ormai deciso a chiudere col passato, si reca da Nata, ma giunge troppo tardi e non può far altro che assistere al passaggio del suo feretro alla stazione.
Il protagonista del romanzo, quindi, prova un’altalenante e sofferta attrazione per due donne bellissime dai caratteri opposti:
- La contessa NATA è la donna con “tutte le avidità, tutti i capricci, tutte le sazietà, tutte le impazienze nervose di una natura selvaggia e di una civiltà raffinata – era boema, cosacca e parigina – e nella felina pupilla corruscavano delle bramosie indefinite ed ardenti”. L’essenza della sua bellezza è l’artificiosità, che si esprime nel trucco, nell’abbigliamento e nella disinvoltura con cui si muove a suo agio nell’ambiente mondano dell’aristocrazia. La definizione di “tigre” rispecchia il suo fascino esotico, elegante, predatore.
- EMILIA rappresenta invece la serenità e la bellezza dell’affetto coniugale. È la donna equilibrata, con uno spiccato senso del bene e del giusto, che sa mantenersi fedele al vincolo coniugale nonostante l’intimo tormento causato dal tradimento del marito. Con la sua integrità e la sua coerenza è fonte di ispirazione per il compagno, a cui dimostra come valga la pena lottare con le proprie passioni per un rapporto stabile e duraturo.
In “Tigre reale”, quindi, il tema dell’avventura e dell’amore-passione, che domina nei precedenti romanzi del periodo giovanile, è messo in ombra dalla quiete degli affetti domestici e dalla serenità del matrimonio, inteso come unico porto di solidità e di pace.
L’amore coniugale rappresenta il polo positivo antitetico rispetto alla passione carnale, raffigurata come qualcosa di abnorme e mostruoso, come forza distruttrice che conduce alla morte.
Nell’esaltazione della famiglia si potrebbe scorgere in nuce quella religione della famiglia che Verga celebrerà nella novella “Fantasticheria” e nel romanzo “I Malavoglia”.