
MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Verismo
NASCITA: 2 settembre 1840 (Catania)
MORTE: 27 gennaio 1922 (Catania)
BIOGRAFIA
- 1840-1857: Verga nasce a CATANIA da una famiglia della piccola nobiltà agraria. Compie gli studi secondari sotto la guida di DON ANTONIO ABATE, sacerdote e poeta di ispirazione romantica, animato da ideali patriottici, repubblicani e antiborbonici che esercitano una certa influenza sul suo giovane allievo.
- 1858-1861: Si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’università di CATANIA ma, presto insofferente agli studi giuridici, interrompe la frequenza dei corsi per dedicarsi all’attività letteraria e al giornalismo.
- 1860-1864: Dopo l’arrivo dei Mille di Garibaldi, si arruola nella Guardia nazionale, istituita a CATANIA con il compito di reprimere il brigantaggio e l’occupazione dei latifondi da parte dei contadini. Refrattario anche alla disciplina militare, si sottrae a quest’obbligo dopo quattro anni.
- 1865-1871: Si reca per la prima volta FIRENZE, all’epoca capitale del Regno e fulcro della vita letteraria e intellettuale italiana. In questa città, nella quale si stabilisce dal 1869 per un triennio, ha occasione di stringere significativi rapporti con i pittori macchiaioli e con lo scrittore siciliano LUIGI CAPUANA, l’amico di una vita.
- 1872-1893: Si trasferisce a MILANO, centro propulsore dell’innovazione produttiva e della sperimentazione culturale, dove rimane per oltre un ventennio.
Qui frequenta i salotti più influenti, in cui ha modo di conoscere diversi esponenti della Scapigliatura e del tardo Romanticismo lombardo (Arrigo Boito, Emilio Praga e Luigi Galdo), la cui influenza si riflette nei romanzi mondani composti nei primi anni del soggiorno milanese.
In questo periodo si avvicina anche al Naturalismo francese, in particolare all’opera di ÉMILE ZOLA, e insieme a Luigi Capuana, che nel frattempo lo ha raggiunto, matura la propria adesione alla poetica del Verismo. Prendono così forma i massimi capolavori della narrativa verghiana, i quali, tuttavia, ricevono un’accoglienza piuttosto fredda da parte del pubblico. - 1893-1922: A seguito del mancato successo delle sue opere e delle crescenti difficoltà economiche, Verga rientra stabilmente a CATANIA.
Fortunatamente il lungo contenzioso legale per i diritti d’autore sulla riduzione in musica della novella “Cavalleria rusticana” si risolve a suo favore, garantendogli un risarcimento di ben 143.000 lire.
La sua vena creativa, tuttavia, si va progressivamente esaurendo e, con sempre maggiore fatica, tenta di portare a compimento il progettato “Ciclo dei vinti”, in una condizione di crescente isolamento rispetto al mondo culturale di cui era stato, in passato, uno dei protagonisti.
Parallelamente, anche le sue posizioni politiche tendono ad assumere un orientamento sempre più conservatore. Nel 1896 approva la repressione dei Fasci siciliani (movimento di protesta sociale promosso da contadini e minatori dell’isola) a opera di Francesco Crispi. Nel 1912 aderisce al Partito nazionalista e nel 1914 è fra coloro che sostengono l’intervento dell’Italia nella Grande guerra. Nel dopoguerra simpatizza per Benito Mussolini.
Giungono tardivi i riconoscimenti della sua opera, che lo lasciano sostanzialmente indifferente: non partecipa ai festeggiamenti indetti pubblicamente per i suoi ottant’anni e accoglie con distacco anche la nomina a senatore. - 1922: Si spegne nella sua casa di CATANIA a causa di un’emorragia cerebrale, conseguenza di un ictus.
OPERE
OPERE GIOVANILI
Le prime esperienze letterarie di Verga, maturate a Catania, si ispirano alle lotte risorgimentali e si conformano agli schemi tipici del romanzo storico-patriottico:
- “Amore e Patria” (1857), rimasto inedito per consiglio del suo insegnante Mario Torrisi
- “I carbonari della montagna” (1862)
- “Sulle lagune” (1863)
OPERE DI AMBIENTAZIONE BORGHESE
Trasferitosi dapprima a Firenze e successivamente a Milano, Verga entra in contatto con gli ambienti culturali del tardo Romanticismo e della Scapigliatura, componendo romanzi di ispirazione romantica e di ambientazione borghese.
A Firenze vedono la luce:
- “Una peccatrice” (1866)
- “Storia di una capinera” (1871)
A Milano vengono pubblicati:
- “Eva” (1873)
- “Tigre reale” (1875)
- “Eros” (1875)
OPERE VERISTE
A Milano, dopo aver approfondito la conoscenza del Naturalismo francese, Verga approda al Verismo.
La svolta è inaugurata da una novella che costituisce un primo esperimento di rappresentazione realistica dell’ambiente rusticano e popolare, pur conservando numerosi elementi della narrativa tradizionale:
- “Nedda” (1874)
Questa novella confluirà nella raccolta “Primavera e altri racconti” (1876).
In seguito Verga scrive numerose novelle autenticamente veriste (la prima è “Rosso Malpelo” del 1878), che riunisce in varie raccolte:
- “Vita dei campi” (1880)
- “Novelle rusticane” (1883)
- “Per le vie” (1883)
- “Drammi intimi” (1884)
- “Vagabondaggio” (1887)
Appartengono alla tarda stagione creativa due raccolte:
- “I ricordi del capitano d’Arce” (1891)
- “Don Candeloro & C.”(1894)
Verga progetta inoltre di comporre un ciclo di cinque romanzi, denominato “Ciclo dei vinti“, che gli permetta di descrivere le conseguenze della ricerca del progresso e del riscatto sociale in ambienti sempre più elevati, da quello della povera gente in lotta per la sopravvivenza al mondo aristocratico.
Dei cinque romanzi ne scriverà soltanto due:
- “I Malavoglia” (1881)
- “Mastro-don Gesualdo” (1889)
lasciandone incompiuto un terzo, “La Duchessa de Leyra“, e irrealizzati gli ultimi due (“L’Onorevole Scipioni” e “L’uomo di lusso“).
OPERE TEATRALI
L’opera verghiana comprende anche una ricca produzione teatrale, spesso ispirata ai racconti veristi:
- “Cavalleria rusticana” (1884), l’opera più famosa
- “In portineria” (1895)
- “La lupa” (1896)
- “La caccia al lupo” (1902)
- “La caccia alla volpe” (1902)
- “Dal tuo al mio” (1903”)