DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Romanticismo
AUTORE: Giacomo Leopardi
OPERA: “Operette morali”
GENERE: Raccolta di novelle e dialoghi
DATA: 1827 (I edizione) 1834 (II edizione), 1835 (III edizione), 1845 (edizione postuma)
BRANO: “Storia del genere umano”
GENERE DEL BRANO: Dialogo
DATA DEL BRANO: 1824
RIASSUNTO
Quest’operetta, che apre l’intera raccolta e ne costituisce una sorta di prologo, racconta sotto forma di mito la storia del genere umano, divisa in quattro epoche: la fase aurorale, l’età dell’oro, il tempo antico e il tempo moderno.
- FASE AURORALE
In principio il mondo era abitato da uomini-bambini, che vivevano in una condizione di perenne stupore per le meraviglie della natura, percepita come infinita grazie alla forza dell’immaginazione.
Con l’accrescersi della conoscenza, tuttavia, nacquero la consapevolezza del limite, la delusione e la noia, al punto che gli uomini cominciarono a suicidarsi uno dopo l’altro. - ETÀ DELL’ORO
Giove, impietosito, allargò i confini del mondo aggiungendo i mari, popolando i cieli di stelle, moltiplicando le razze animali e le specie vegetali, generando i sogni e l’eco. L’uomo sembrò confortato, illudendosi di poter tornare alla meraviglia della sua condizione originaria, ma di nuovo all’illusione subentrò la delusione per la mancanza di nuovi stimoli ed ebbe inizio la consuetudine di piangere le nascite e festeggiare le morti. In breve i mortali si volsero all’empietà.
A Giove non restò che sterminarli inviando il diluvio, ma Deucalione e Pirra, scampati alla punizione divina, ricrearono la specie umana gettando pietre dietro le loro spalle. - TEMPO ANTICO
Allo scopo di accrescere l’attaccamento alla vita del genere umano, Giove diffuse sulla Terra ogni genere di disgrazie, sofferenze e malattie. Inviò inoltre una serie di bellissimi fantasmi (Virtù, Giustizia, Gloria e Amore) per risvegliare le illusioni. - TEMPO MODERNO
Immancabilmente, dopo un periodo di vita serena, si diffuse nuovamente tra gli uomini il fastidio e l’insoddisfazione. Allora la Sapienza promise agli uomini la Verità, che risiedeva con gli dei, e i mortali la invocarono, credendola una forza capace di aiutarli.
Infine riuscirono a ottenerla, ma la Verità fu spietata: cancellò piaceri e illusioni e mostrò una volta per tutte la falsità e insensatezza della vita umana.
Giove allora, commosso dalla tristezza dei mortali, decise di mandare Amore a consolarli. Amore, di natura magnanimo e mansueto, scende di rado e si trattiene poco sulla Terra. Sceglie anime generose e vi diffonde soavità e nobiltà. È l’unica possibile felicità concessa agli uomini, poiché rinnova in loro quella facoltà immaginativa tipica dell’età fanciullesca.
PERCORSI INTERDISCIPLINARI
- UOMO E AMBIENTE – Natura matrigna o natura benigna?
“Operette morali”, “Storia del genere umano”: La Natura è impotente di fronte alla sofferenza umana