GIOVANNI VERGA – “Tigre reale”

DATI GENERALI

MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Verismo
AUTORE: Giovanni Verga
OPERA: “Tigre reale”
GENERE DELL’OPERA: Romanzo psicologico borghese
DATA DELL’OPERA: 1875

CONTESTUALIZZAZIONE

Il 20 novembre 1872 Verga si trasferisce da Firenze a Milano, che egli definirà “la città più città d’Italia”, la più vivace intellettualmente e la più dinamica economicamente.

Viene introdotto nei salotti più importanti e conosce scrittori come Arrigo Boito ed Emilio Praga, aprendosi alle idee della Scapigliatura milanese.

Ai primi anni della permanenza a Milano risalgono i romanzi di ambientazione borghese “Eva”, “Eros” e “Tigre reale”.

SINOSSI

Il protagonista del romanzo è Giorgio La Ferlita, un giovane debole e volubile che ambisce a una carriera da ambasciatore. Durante un ballo a Palazzo Pitti, a Firenze, incontra Nata, una contessa russa malata di tubercolosi, e se ne innamora.

I due iniziano a frequentarsi, ma la loro relazione rimane nei limiti di un’intensa amicizia e viene interrotta dalla partenza di Giorgio per Lisbona e dall’arrivo del marito di Nata.

Dopo un po’ di tempo Giorgio si sposa con Erminia, ma durante la festa per celebrare la nascita del suo primo figlio viene a sapere che Nata è ormai prossima alla morte. Riprende quindi a frequentarla all’insaputa della moglie. Quest’ultima, nel frattempo, riceve le attenzioni del cugino Carlo, a cui un tempo era legata da un’attrazione corrisposta.

In seguito a un incidente che mette a repentaglio la vita di suo figlio, Giorgio decide di mettere fine alla relazione con Nata e di non allontanarsi più né dalla moglie né dal piccolo.

La coppia vive momenti difficili: Giorgio è tormentato dai sensi di colpa, ma anche Erminia nutre un profondo dispiacere, che la porta ad ammalarsi. Una notte la donna, in preda al delirio, confessa al marito di aver amato Carlo e i due si riconciliano fra lacrime e abbracci.

La crisi di Erminia passa e Giorgio ritrova finalmente l’equilibrio tra le mura domestiche, nell’amore coniugale.

Decide quindi di far visita a Nata per chiudere definitivamente col passato, ma alla stazione di Acireale non può far altro che assistere alla processione funebre della donna, che il marito sta riportando in patria.

PERCORSI INTERDISCIPLINARI