HENRI BERGSON – “L’evoluzione creatrice”

MATERIA: Filosofia

AUTORE: Henri Bergson

OPERA: “L’evoluzione creatrice” (L’Evolution créatrice)

GENERE: Saggio filosofico

DATA: 1907

INDICE
SINOSSI
PERCORSI INTERDISCIPLINARI

SINOSSI

In questo saggio il filosofo francese propone la propria teoria evoluzionista, criticando il meccanicismo e il determinismo della filosofia positivista e affermando che la teoria darwiniana dell’evoluzione non implica necessariamente un’idea di progresso.

Secondo Bergson la vita è evoluzione creatrice, uno slancio vitale cieco, libero e irrazionale che non procede secondo un ordine prevedibile e una linea prestabilita, ma spazia in tutte le possibili direzioni di sviluppo, conseguendo solo pochi occasionali successi a fronte di innumerevoli fallimenti.

Lo slancio vitale è una sorta di corrente di energia che attraversa e anima la materia, creando sempre nuove forme, che rappresentano altrettante biforcazioni del processo evolutivo (per esempio quelle che hanno dato origine alla distinzione tra animali e piante e tra uomini e animali).

Lo slancio vitale può manifestarsi come istinto e come intelligenza:

  • L’ISTINTO è proprio degli animali e consiste nella capacità innata di adoperare strumenti naturali organici (gli organi corporei). Coglie le cose nella loro immediatezza, nel loro fluire e divenire.
  • L’INTELLIGENZA è tipica dell’uomo e consiste principalmente nella capacità di fabbricare strumenti artificiali e di variarne indefinitamente la fabbricazione. L’intelligenza ha a che fare con la materia inorganica, con ciò che è solido e immobile, perciò non è a suo agio di fronte al movimento e al divenire della vita. Il ritorno consapevole dell’intelligenza all’istinto è rappresentato dall’intuizione (quella che, se indirizzata verso il particolare, si manifesta nell’arte; se indirizzata verso l’universale, si esprime attraverso la filosofia e la metafisica).

Dunque secondo Bergson la scienza, basata sull’intelligenza, risulta molto utile ed efficace nella risoluzione dei problemi, ma non è sufficiente a comprendere la vita: essa, infatti, produce schemi astratti e semplificati che rinchiudono e cristallizzano la realtà ma non sono in grado di coglierne gli aspetti più profondi.

Bergson propone la filosofia come approccio complementare alla scienza, basato sull’intuizione e sulla contemplazione e in grado di offrire una comprensione globale e unitaria del mondo.

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