INDICE
DATI GENERALI
IL CAPITOLO IN BREVE
RIASSUNTO DETTAGLIATO
DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura italiana
AUTORE: Niccolò Machiavelli
OPERA: “Il principe”
GENERE DELL’OPERA: Trattato politico
DATA DELL’OPERA: 1532
BRANO: Capitolo IX “De principatu civili” (Il principato civile)
IL CAPITOLO IN BREVE
Machiavelli descrive il principato civile, dove un cittadino diventa principe non con la violenza ma col favore dei concittadini: del popolo, mosso dal desiderio di non essere oppresso, o dei nobili, che invece aspirano a opprimere.
Il principe sostenuto dai nobili è più debole, perché è circondato da pari che ne limitano e minacciano il potere. Quello sostenuto dal popolo è più forte: comanda da solo, soddisfa richieste legittime e rischia al massimo l’abbandono. Per questo può fare a meno dei nobili ma non del popolo, che va sempre conquistato con benefici concreti.
L’esempio di Nabide di Sparta, salvato dal sostegno popolare contro un forte esercito nemico, smentisce il proverbio “chi fonda sul popolo fonda sul fango“, valido solo per un principe sprovveduto, non per uno capace di comandare.
Infine Machiavelli rileva come il principato civile sia particolarmente a rischio nel momento in cui il principe tenta di trasformarlo in un governo assoluto.
RIASSUNTO DETTAGLIATO
IL RUOLO DEL POPOLO E DEI NOBILI NELLA NASCITA DEL PRINCIPATO CIVILE
In questo capitolo Machiavelli analizza il principato civile, che nasce quando un cittadino diventa principe non attraverso delitti e violenze intollerabili, ma con il favore dei suoi concittadini. Per conseguire questo tipo di principato non sono necessarie né la virtù assoluta né la sola fortuna, bensì un’”astuzia fortunata“.
Vi si può pervenire in due modi: con il favore del POPOLO, che non vuole essere oppresso dai potenti, oppure con l’appoggio dei NOBILI, che ambiscono a comandare e opprimere il popolo.
Da queste opposte aspirazioni derivano tre esiti possibili: il principato, la libertà oppure il disordine.
Il principato civile può essere fondato per iniziativa di una delle due parti:
- Quando i nobili comprendono di non poter resistere al popolo, concentrano il proprio favore su uno di loro e lo elevano al rango di principe.
- Analogamente, quando il popolo si rende conto di non poter contrastare i nobili, accorda il proprio sostegno a un cittadino e lo nomina principe, affinché la sua autorità lo difenda dall’oppressione.
Il principe che deve il suo potere all’appoggio dei nobili incontra maggiori difficoltà nel mantenerlo rispetto a quello sostenuto dal popolo, per vari motivi:
- Il principe sostenuto dai nobili è circondato da molti che si considerano suoi pari e che per questo non gli consentono di governare liberamente. Il principe favorito dal popolo è solo al vertice, e quasi tutti coloro che lo circondano sono pronti a obbedirgli.
- Non è possibile soddisfare i nobili in modo onesto e giusto, mentre è possibile farlo con il popolo senza commettere ingiustizie. Il desiderio popolare, infatti, è più legittimo: il popolo vuole soltanto non essere oppresso, mentre i grandi aspirano ad opprimere.
- Il peggio che il principe possa aspettarsi da un popolo ostile è di essere abbandonato; dai nobili ostili, invece, deve temere di essere non solo abbandonato ma anche attaccato. Inoltre può fare a meno dei nobili, che può creare e distruggere a suo piacimento, ma non può fare a meno del popolo, con cui deve sempre convivere.
COME IL PRINCIPE DEVE TRATTARE I NOBILI
I nobili si possono distinguere in due categorie: coloro che si legano completamente alle sorti del principe e coloro che non lo fanno.
I primi, purché non siano avidi, meritano onore e predilezione.
I secondi vanno a loro volta suddivisi in altre due categorie: se non danno il loro appoggio per pusillanimità e debolezza d’animo, il principe può servirsene come consiglieri, poiché nelle avversità non rappresentano un pericolo; se invece non si legano per calcolo ambizioso, devono essere considerati nemici dichiarati e guardati con sospetto, poiché nelle avversità contribuiranno alla rovina del principe.
COME IL PRINCIPE DEVE TRATTARE IL POPOLO
Chi diventa principe con il favore del popolo deve mantenerselo amico, il che è facile poiché il popolo chiede soltanto di non essere oppresso. Chi invece diventa principe con il favore dei nobili deve innanzitutto adoperarsi per conquistare il popolo, prendendolo sotto la sua protezione. Infatti, gli uomini che ricevono benefici da chi si aspettavano danni si legano ancora di più al benefattore: il popolo così conquistato diventerà più fedele di quanto non sarebbe stato se avesse favorito l’ascesa del principe.
I modi per guadagnarsi il popolo variano a seconda delle circostanze e non ammettono regole fisse.
Machiavelli ribadisce che il principe ha l’assoluta necessità di avere il popolo amico. A riprova cita l’esempio di NABIDE, PRINCIPE DI SPARTA, che riuscì a resistere all’assedio dell’intera Grecia e di un esercito romano vittorioso, perché dovette difendersi solo da un ristretto gruppo di oppositori. Questo non sarebbe stato possibile se avesse avuto contro di sé anche il popolo.
Machiavelli respinge l’abusato proverbio secondo cui “chi fonda sul popolo fonda sul fango”. Questa massima è valida per il privato cittadino che si illuda di essere salvato dal popolo in caso di pericolo, ma non si applica a un principe coraggioso e saldo nelle avversità, capace di comandare e di influenzare le masse.
I PERICOLI DELL’ASSOLUTISMO
I principati civili sono particolarmente a rischio quando il principe tenta di passare a una forma di governo assoluto.
Se il principe assoluto governa tramite magistrati è in posizione debole, perché dipende dalla volontà di costoro, che nelle avversità possono facilmente togliergli il potere e disobbedirgli. Nei momenti difficili, inoltre, il principe non ha tempo di assumere il potere assoluto perché i sudditi, abituati a obbedire ai magistrati, non obbediranno a lui.
Oltretutto il principe non può fidarsi dell’apparente fedeltà dei cittadini nei momenti di pace, quando tutti dichiarano di voler morire per lui. Nelle avversità, quando lo Stato ha bisogno dei cittadini, se ne trovano pochissimi.
Il principe saggio deve pertanto fare in modo che i cittadini, in ogni momento e in qualsiasi circostanza, abbiano bisogno dello Stato e di lui.