DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura latina
CORRENTE: Età di Cesare
AUTORE: Tito Lucrezio Caro
OPERA: “De rerum natura”
GENERE: Poema epico didascalico
DATA: Prima metà del I secolo a.C.
RIASSUNTO
Il “De rerum natura” è un poema epico didascalico diviso in sei libri, nel quale vengono esposti i principi della filosofia epicurea.
L’opera è dedicata a Gaio Memmio, un politico legato alla fazione pompeiana che probabilmente fu il protettore di Lucrezio fino a quando, accusato di corruzione, fu costretto ad andare in esilio ad Atene.
I sei libri che compongono l’opera sono suddivisi in diadi, ciascuna delle quali affronta un tema specifico:
- LIBRI I-II:
Dopo l’inno iniziale a Venere, nel primo libro viene esposta la dottrina degli atomi, elementi primi che costituiscono la materia. Lucrezio elogia Epicuro, che ha sconfitto la superstizione (religio) e ha fatto luce sulle cause naturali attraverso il potere della ragione. In merito alla teoria atomistica, Lucrezio spiega che nulla nasce dal nulla o dall’azione divina, e che nulla si dissolve completamente, poiché gli atomi sono eterni e indistruttibili.
Nel secondo libro viene quindi analizzato il moto degli atomi, che si spostano dall’alto verso il basso in linea retta, ma deviano dalla loro traiettoria grazie a un impulso imprevedibile chiamato clinamen, assimilabile alla forza di volontà che ci spinge verso ciò che desideriamo. È questa deviazione che permette agli atomi di aggregarsi e dare origine alle qualità sensibili, come i colori e gli odori. Anche le sensazioni umane dipendono dalla posizione degli atomi: quando essi si dispongono armoniosamente, generano piacere; se si sconvolgono, provocano dolore; la loro disgregazione finale porta alla morte. Gli atomi, una volta separati dalla morte, si riaggregano in nuove combinazioni. Il mondo in cui viviamo non è l’unico, ma uno tra tanti che sono stati creati e, come ogni aggregato atomico, è soggetto a un ciclo di nascita, fioritura e decadenza.
- LIBRI III-IV:
- LIBRI V-VI:
Nel quinto libro Lucrezio, dopo aver reso il consueto omaggio a Epicuro, afferma che il mondo, essendo mortale, non può essere la dimora degli dei. Questi, infatti, vivono completamente distaccati dalla sfera umana, negli intermundia, gli spazi vuoti tra i mondi infiniti, in uno stato di perfetta serenità (atarassia). Lucrezio, quindi, enuncia la sua teoria cosmologica: inizialmente si generò la terra, da cui emanarono gli elementi che diedero origine all’aria, agli astri (in particolare il Sole e la Luna) e al mare. La terra stessa, inoltre, fu la culla della vita vegetale e animale, compreso l’uomo, che nacque per generazione spontanea. La storia dell’umanità attraversò diverse fasi: l’uomo primitivo viveva in modo simile alle bestie con cui condivideva l’ambiente, nutrendosi di frutti selvatici. Con il passare del tempo iniziò a progredire, abbandonando la sua condizione primitiva grazie a importanti conquiste come la costruzione di rifugi, la nascita del matrimonio, l’utilizzo pratico del fuoco, l’introduzione di tecniche culturali e, soprattutto, l’invenzione del linguaggio. Quest’ultimo sorse spontaneamente, in risposta alla necessità di comunicare e attribuire nomi alle cose, sfruttando la naturale capacità umana di produrre suoni.
Il sesto libro si apre con un nuovo elogio a Epicuro, che ha saputo offrire all’umanità ciò di cui mancava, la felicità. Quindi Lucrezio indaga le caratteristiche e le cause dei fenomeni naturali, sia celesti (fulmini, tempeste, trombe d’aria), sia terrestri (terremoti, eruzioni vulcaniche, epidemie), che alimentano le paure dell’uomo. La disamina delle epidemie, provocate da elementi nocivi presenti nell’aria, nei raccolti e negli alimenti, culmina in una drammatica descrizione della peste di Atene del 430 a.C., caratterizzata da una cruda e dettagliata rappresentazione delle manifestazioni fisiche della malattia.
COMPONIMENTI SCELTI
- Libro I, versi 1-43 (Inno a Venere)
- Libro II, versi 1-62 (La felicità del saggio)
- Libro III, versi 1053-1075 (La noia)
- Libro V, versi 195-234 (L’indifferenza della natura)
- Libro V, versi 1412-1435 (La brama di possesso)
- Libro VI, versi 1138-1286 (La peste di Atene)
PERCORSI INTERDISCIPLINARI
- GUERRA – I fattori scatenanti della guerra
“De rerum natura”, Libro V, versi 1412-1435: La brama di possesso e la guerra - MALE DI VIVERE
“De rerum natura”, Libro III, versi 1053-1075: Il “taedium vitae” e la “commutatio loci” - PACE
“De rerum natura”, Libro I, versi 1-43: Venere, figura allegorica della bellezza, dell’amore e della pace - UOMO E AMBIENTE – Natura benigna o matrigna?
“De rerum natura”, Libro V, versi 195-234: Non certo per l’uomo è stata formata la natura - UOMO E AMBIENTE – Natura come consolazione e rifugio dell’anima
“De rerum natura”, Libro II, versi 1-62: La natura come fonte primaria di benessere - VIAGGIO – Il viaggio come fuga da sé stessi (la “commutatio loci”)
“De rerum natura”, Libro III, versi 1053-1075: Il “taedium vitae” e la “commutatio loci”