DATI GENERALI
MATERIA: Letteratura italiana
CORRENTE: Decadentismo
AUTORE: Gabriele D’Annunzio
OPERA: “Il piacere”
GENERE: Romanzo psicologico
DATA: 1889
BRANO: Libro III, Capitolo III
RIASSUNTO
Andrea Sperelli ha un confronto con Maria Ferres, alla quale dichiara il proprio amore e manifesta il desiderio di iniziare una relazione. Maria, nonostante l’insistenza di Andrea, che richiama alla memoria indimenticabili momenti condivisi, lo respinge con fermezza e ribadisce la necessità di rinunciare, temendo le conseguenze di un legame impossibile. Il loro commiato avviene in un clima di forte tensione emotiva, tra lacrime di turbamento. Prima di separarsi, si danno appuntamento per un concerto.
Il giorno seguente, Maria si reca all’incontro visibilmente emozionata. Mentre ascoltano un quartetto di Mendelssohn, i ricordi e i sentimenti sopiti riaffiorano: Andrea cerca un contatto con Maria, la osserva, le parla sottovoce, la sfiora, e tra i due si crea una tensione emotiva ed erotica sempre più intensa.
L’incanto, però, viene bruscamente interrotto: Andrea nota tra il pubblico Elena Muti, accompagnata dalla principessa di Ferentino. Lo scambio di sguardi è carico di un’intesa misteriosa, che non sfugge a Maria. Incuriosita, gli chiede chi siano le due donne e Andrea risponde con un certo turbamento. Nel corso del concerto è sopraffatto da un’inquietudine crescente: si sente diviso tra l’attrazione per Maria e quella ancora viva per Elena. Le due figure femminili si sovrappongono e si confondono nella sua mente, rendendogli impossibile comprendere i propri sentimenti. Maria si congeda prima della fine del concerto. Dopo la sua uscita, Andrea prova un sollievo improvviso e si abbandona a pensieri cinici: immagina di poter conquistare entrambe, sfruttando i sentimenti di una per far ingelosire l’altra. Fantastica perfino di creare una donna ideale dalla perfetta combinazione delle loro voci e della loro bellezza.
Al termine del terzo tempo del concerto, Andrea si avvicina a Elena e alla principessa di Ferentino. Elena, con tono ironico e leggero, gli chiede della donna “incognita”, e Andrea le rivela l’identità della sua accompagnatrice. Alla fine del concerto, Elena lo invita ad accompagnarle a casa Sperelli. Mentre attraversano il corso in carrozza, Andrea ed Elena assistono a una sommossa legata ai fatti di Dogali (lo scontro avvenuto in Eritrea in cui una colonna di cinquecento soldati italiani fu sconfitta e uccisa da truppe etiopiche), il cui caos esterno contrasta con l’atmosfera di crescente intimità che si è creato all’interno dell’abitacolo. Giunti a palazzo Fiano la principessa di Ferentino scende, lasciando Andrea da solo con Elena. Durante il tragitto verso palazzo Zuccari la passione tra i due si riaccende: Elena, sorridendo, gli avvolge il collo con il suo boa di martora e lo bacia con intensità. All’arrivo, però, lo respinge con freddezza e lo congeda, lasciandolo in uno stato di confusione e turbamento.
Da quel momento Andrea Sperelli entra in una nuova fase di decadenza morale. Senza scrupoli, si dedica con fredda determinazione a sedurre Maria Ferres. Inganna la donna con raffinate finzioni sentimentali, mentre continua a perseguire contemporaneamente il riavvicinamento a Elena. La sua doppia impresa lo costringe a una rete di menzogne, sotterfugi e atti meschini, da cui non riescono a scuoterlo nemmeno la bontà e la fede di Maria, che crede di poterlo salvare e purificare attraverso il proprio amore.
Il 3 febbraio Andrea incontra Maria in piazza di Spagna, a passeggio con la figlia Delfina. L’atmosfera è primaverile e serena, e tra i due si crea un momento di leggerezza e complicità: parlano, si scambiano battute, camminano fianco a fianco per le strade di Roma. Andrea continua a mentire, nascondendole il proprio coinvolgimento con Elena.
Congedata Maria, Andrea arriva in ritardo a una colazione organizzata dalla principessa di Ferentino, e qui ritrova Elena Muti insieme al marito. Il pranzo si svolge in un clima di vivace mondanità, tra maldicenze e battute pungenti. Le tre dame presenti, Elena, la Ferentino e Barbarella Viti, si mostrano particolarmente spiritose e disinvolte. Andrea si sente fuori posto, infastidito dall’allegria di Elena, che si comporta con indifferenza, quasi a negare l’intimità della sera precedente. La conversazione si fa ancora più irritante quando le dame alludono ironicamente alla donna sconosciuta vista al concerto in compagnia di Andrea. Quest’ultimo si sente sempre più disgustato e insofferente, interiormente pentito di aver trascurato Maria, che ora rivede nella mente come figura nobile e solitaria. Sogna di correre al Pincio, nella speranza di ritrovarla e di trascorrere con lei un momento di intimità.
Quando finalmente riesce a trovare una scusa (un consulto con i veterinari per il suo cavallo) prende congedo, scende le scale di corsa e sale in carrozza, impaziente di lasciare quella compagnia che ora gli appare insopportabile. Cerca ovunque, sperando di scorgerla tra i viali di Villa Medici, ma invano.
Nonostante la delusione, Andrea prosegue nei giorni successivi il suo doppio gioco tra Elena e Maria, consapevole della propria ipocrisia e delle menzogne che continua a tessere, ma incapace di opporvi la minima volontà di cambiamento. Paradossalmente, il suo stato emotivo instabile aumenta la compassione e l’attrazione di Maria, che inizia lentamente a cedere.
Durante un ricevimento dalla contessa Starnina, Andrea la osserva per la prima volta in abito da sera, raffinata, elegante, di nobile semplicità, e ne resta profondamente colpito. Le rivolge parole appassionate e, in un momento d’intimità, le chiede un guanto come ricordo. Poco dopo Maria si esibisce al pianoforte e Andrea ha la netta sensazione che stia suonando solo per lui. Dopo aver terminato, la donna si allontana senza riprendere i guanti lasciati sul leggìo. Quando, su invito, torna a sedersi al pianoforte, sposta i guanti e alla fine ne lascia volutamente uno sulla tastiera.
Tre giorni dopo, in una Roma insolitamente innevata, Andrea Sperelli riceve un misterioso biglietto firmato “A stranger“, con cui Elena Muti gli dà appuntamento per quella sera, tra le undici e mezzanotte, davanti a palazzo Barberini. Il tono misterioso del messaggio lo incuriosisce ma Andrea, reduce da una visita a Maria Ferres, si sente più incline verso di lei che verso l’antica amante. Quella sera Andrea si presenta puntuale e, mentre aspetta nella carrozza, è rapito dallo spettacolo incantato di Roma sotto la neve e la luce lunare. L’atmosfera onirica lo trascina in un sogno a occhi aperti: immagina che non sia Elena, ma Maria a raggiungerlo, pura e luminosa come la notte che la circonda. In questo scenario quasi mistico, Maria diventa per lui una figura simbolica di sacralità, purezza e redenzione.
Tuttavia Elena non si presenta. L’orologio batte i quarti e le ore, e una carrozza entra nel cortile per poi uscirne vuota: è la carrozza di Elena, che non si è fermata. Andrea si sente umiliato dal sospetto che la donna abbia voluto infliggergli un castigo o togliersi un capriccio. Decide quindi di abbandonare il luogo e farsi condurre a piazza del Quirinale. Lì, inebriato dalla bellezza di Roma, pensa a Maria. Passando sotto casa sua, getta un fascio di rose bianche sulla neve, come omaggio.
PERCORSI INTERDISCIPLINARI
- DONNA – I mille volti della donna: la “donna angelo”
“Il piacere”, Libro III, Capitolo III: Maria Ferres, donna pura e angelicata